Messina, è morto Sergio “Pinnazza” Denaro. Per 27 anni è stato il gestore di uno dei locali più iconici affacciati sullo Stretto
È morto Sergio Denaro, dopo una lunga malattia, noto a tutti come Sergio Pinnazza. Classe ’68, nato e cresciuto a Messina e laureato in Economia e Commercio, per 27 anni è stato il titolare di uno dei posti più iconici in riva allo Stretto, la “paninoteca” sulla spiaggia "La Pinnazza" di Torre Faro, a pochi passi dal Lanternino. Appassionato di Rally e vincitore di vari premi, dai primi anni 2000 non solo ha lanciato la moda del panino con le braciole in città, ma ha garantito un punto si ristoro in una zona ai tempi sprovvista quasi di tutto.
"Nel 1999 mi venne l’idea di realizzare ai piedi del Pilone, proprio dove andavo sempre a mare, un parcheggio all’ ombra sulla scia di quello che c’era al Lido del Carabiniere dove andavo da ragazzino", raccontò in una intervista al giornale on line letteraemme. "Negli anni aggiunsi un chioschetto per bibite fresche e gelati, ma è solo nel 2004/2005, una volta dichiarata la zona di Capo Peloro Riserva Protetta Naturale, che alla ricerca di un piano B mi venne l’idea di creare un piccolo servizio di ristorazione per la spiaggia. L’ autorizzazione per fare i panini mi arrivò a fine estate quindi, volendo fare io le cose per bene, partì ufficialmente nel 2006. Ho iniziato ad offrire un servizio che ai tempi non offriva nessuno nella zona e sono stato un po’ l’inventore del panino con le braciole in città. Da là, step by step, è stato un crescendo, è cresciuta l’attività e sono cresciuto con lei in quanto sono materialmente il primo operaio attivo della mia impresa: il primo che arriva e l’ultimo che va via. Come è nato il nome Pinnazza? Era il ’98-’99 con un mio caro amico ci siamo tuffati alla punta e a 10 metri da noi sono apparse due pinne giganti di due balene e sentì un signore urlare “minchia della gran pinnazza”. Così quando ho deciso di dare vita al parcheggio, ho pensato che non poteva esserci nome migliore. E direi che ci sta bene anche poi con quella che è stata la sua evoluzione.”
A ricordarlo è il messaggio diffuso dall’ambiente della “Pinnazza”, che ne racconta il legame profondo con amici, clienti e frequentatori abituali del locale. “Grazie per tutte le risate” e ancora “per tutte le volte che hai creato quel clima unico fatto di schiettezza e presenza costante”, si legge nel ricordo.
Il post su Instagram sottolinea anche il carattere diretto e immediato che lo ha sempre contraddistinto: “Sei entrato nei nostri cuori con un modo un po’ burbero, ma sotto quel tuo personaggio c’è sempre stata una persona fantastica, anche dolce”. Un ritratto che restituisce la complessità di una figura molto conosciuta sul lungomare di Torre Faro.
Non manca il riferimento al legame quasi quotidiano con il locale e con la sua attività: “Sei sempre stato uno forte, non vedevi l’ora di aprire la tua Pinnazza”, e ancora il ricordo della sua determinazione nel portare avanti il lavoro fino agli ultimi tempi, con la convinzione di continuare nonostante le difficoltà.
E ancora: “Grazie perché sei entrato nei nostri cuori con un modo un po' burbero, ma sotto quel tuo personaggio c'è sempre stata una persona fantastica, e anche dolce.. (se stai leggendo so che avresti fatto quel tuo sorrisetto). Non c'è un modo preciso per descriverti perché eri tante cose, ma solo chi ti conosceva bene ti capiva e tu lo sai quello che eri per noi. Sei sempre stato uno forte che non vedevi l'ora di aprire la tua pinnazza e per questo ci aspettavamo tutti che questa situazione avresti supera alla grande.. ci hai insegnato che fino all'ultimo si combatte per restare, ce l'hai messa tutta”. Il messaggio si chiude con parole che restituiscono il senso di vuoto lasciato dalla sua scomparsa: “Lascia un vuoto grande, le estati senza te non sono più estate, eri una casa, un rifugio”.