Stragi di mafia, il Gip si riserva sull’archiviazione di Dell’Utri. L’avv. Fabio Repici si è opposto alla richiesta di archiviazione
Il gip di Caltanissetta, Santi Bologna, si è riservato la decisione sulla richiesta di archiviazione della procura di Caltanissetta nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, indagato per concorso nelle stragi di Capaci, in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre poliziotti della scorta, e di via d’Amelio nel 1992 a Palermo in cui furono uccisi Paolo Borsellino e 5 agenti della polizia di Stato. Nell’inchiesta era indagato, per lo stesso reato, Silvio Berlusconi, la cui posizione è stata archiviata dopo la sua morte.
Presenti all’udienza legali dell’ex esponente politico, gli avvocati Filippo Dinacci e Francesco Centonze, il legale dei figli del giudice Paolo Borsellino, il penalista Fabio Trizzino, e rappresentante Salvatore Borsellino, l’avvocato Fabio Repici, che si è opposto alla richiesta di archiviazione. L’inchiesta prende spunto dalla lunga intervista rilasciata il 12 maggio del 1992 a una televisione francese da Paolo Borsellino, in cui il magistrato parlava dei rapporti tra Vittorio Mangano e il senatore Marcello Dell’Utri. L’ipotesi, che secondo quanto emerso non ha trovato riscontri, è che l’intervista potesse essere un possibile movente dell’accelerazione della strage, compiuta 57 giorni dopo quella di Capaci.
Per la procura «non vi è alcuna prova che l’intervista fosse nota ad esponenti di Cosa nostra nel periodo antecedente alla strage di via D’Amelio, né che fosse nota a Dell’Utri e da questi possa essere stata veicolata ai vertici dell’organizzazione mafiosa».