Annullata aggravante mafiosa per l’imprenditore Cacopardo
Nuova decisione del Riesame sulla vicenda dei fratelli Pellegrino e l’indagine della Dia sull’intestazione fittizia di beni e lo sversamento di materiali edili in discariche abusive. I giudici si sono occupati questa volta dell’imprenditore che secondo la Procura sarebbe la loro “testa di legno”. Si tratta di Roberto Cacopardo, originario di Gallodoro, formalmente titolare della ditta Angela Costruzioni. Ebbene, i giudici accogliendo parzialmente l’istanza del suo difensore, l’avvocato Alfio Ardizzone, hanno escluso a suo carico l’aggravante mafiosa, annullando per questo aspetto l’ordinanza del gip e confermandola nel resto.
Ai primi di giugno invece i giudici del tribunale del Riesame, accogliendo l’istanza del loro difensore, l’avvocato Alessandro Billè, avevano disposto la scarcerazione dei fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, che erano finiti un paio di settimane prima agli arresti domiciliari. Davanti alla gip Leanza i fratelli Pellegrino, sentiti uno dopo l’altro, avevano respinto con decisione la contestazione di essersi avvalsi delle modalità mafiose, come aveva affermato al termine dei faccia a faccia il loro difensore. Avevano anche chiarito l’uso del loro camion che è centrale nella contestazione accusatoria, che negli anni era servito per effettuare i viaggi di prelievo e deposito del materiale edile di risulta nei vari cantieri. In particolare Domenico Pellegrino – il suo legale aveva anche sottolineato che non ha mai riportato condanne – aveva ripercorso tutte le sue vicende imprenditoriali e la situazione lavorativa in cui si era venuto a trovare.
Secondo la Procura però i fratelli Pellegrino avrebbero intestato un camion acquistato da loro e impiegato per movimento terra, trasporto e smaltimento rifiuti, alla ditta di Cacopardo di Giardini Naxos che sarebbe stata utilizzata come “schermo” per celare lo svolgimento di una “propria” attività d’impresa.