L’OTTENIMENTO DELL’INVALIDITA’ CIVILE IN CAMBIO DI DENARO (E DI UN MAGLIONE…): IL CASO GIUDIZIARIO E POLITICO DEL NEO CONSIGLIERE COMUNALE FRANCESCO ASCIUTTO. SONO 8 GLI INDAGATI (I NOMI)
di Enrico Di Giacomo - Non è più soltanto un’inchiesta giudiziaria. A Messina il caso dell’Asp è diventato anche un caso politico. Tra gli indagati c’è infatti il 61enne Francesco Asciutto, medico, responsabile del servizio Adi dell’Azienda sanitaria provinciale ed eletto da poche settimane consigliere comunale di maggioranza nelle liste a sostegno del sindaco Federico Basile.
Le accuse contestate dalla pm Giorgia Spiri della Procura di Messina guidata da Antonio D'Amato sono pesanti: un caso di corruzione, falso e truffa aggravata, nell’ambito di un’indagine che coinvolge complessivamente otto persone. Fino ad oggi. Ma le premesse dell'inchiesta, sono tantissime le intercettazioni, anche ambientali, registrate in mesi di indagini, lasciano intravedere possibili ulteriori sviluppi investigativi nelle prossime settimane. I capi d'imputazione vengono contestati per un periodo che va da novembre 2024 alla primavera scorsa.
Oltre al dott. Asciutto risultato indagati il dipendente dell’Asp Domenico Calogero, 54 anni, una serie di beneficiari degli assegni d’invalidità al 100%, ovvero la cognata del medico Angela Villanti, 69 anni e poi Giuseppa Isonzo, 75 anni e Angela Venuto, 43 anni, quindi quelli che la Procura considera i «mediatori» tra il medico e i beneficiari, il marocchino Abderrahim Cherckaoui, 57 anni, Antonino Celona, 61 anni, e Patrizia La Camera, 43 anni.
Un’inchiesta ancora nella fase preliminare, nella quale la Guardia di Finanza ha già eseguito sequestri di dispositivi informatici e acquisizioni documentali. Tra il materiale sottoposto a sequestro figurerebbero computer, telefoni cellulari e altri supporti in uso agli indagati. Il medico è già stato ascoltato dagli investigatori.
Secondo la Procura, in diverse occasioni, Asciutto, "con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso', avrebbe agito in alcuni casi in concorso con Calogero e con la partecipazione attiva di tre donne (le beneficiarie Villanti, Isonzo e Venuto) e di qualche privato intermediario (Abderrahim Cherckaoui, Antonino Celona e Patrizia La Camera) all’interno di un presunto sistema finalizzato alla produzione di certificazioni mediche false.
Documenti che, secondo l’accusa, sarebbero stati presentati all’Inps inducendo in errore la commissione medica sulle reali condizioni di salute della donna, consentendo il riconoscimento di un’invalidità al 100% e dei relativi benefici previdenziali e assistenziali (e nel caso della Villanti anche uno stato di aggravamento dell'invalidità civile e dell'handicap, la cosiddetta "infermità non più revisionabile").
L’ipotesi più grave che riguarda Asciutto è quella corruttiva: somme di denaro non quantificate e altre utilità, tra cui un maglione del valore di 140 euro, sarebbero state il prezzo per il rilascio di atti contrari ai doveri d’ufficio (ipotesi che riguarda il medico Francesco Asciutto, Antonino Celona e Giuseppa Isonzo).
Resta da chiarire la posizione dei 9 medici che avrebbero firmato le certificazioni contestate ("fittizietà dei certificati medici"), provenienti da strutture pubbliche e private. Medici che potrebbero risultare del tutto ignari in quanto i certificati sarebbero stati prelevati da altre pratiche totalmente diverse e presentati per i casi da trattare.
Ma il punto, oggi, è anche un altro: il silenzio della politica. Né la maggioranza né le opposizioni hanno finora ritenuto di intervenire su un caso che coinvolge un consigliere comunale in carica e che apre inevitabilmente una questione di opportunità istituzionale. Sabato i consiglieri comunali appena eletti leggeranno la formula prevista nel loro primo consiglio in un clima tutt'altro che sereno: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana e le leggi dello Stato, di adempiere le mie funzioni con scrupolo e coscienza nell’interesse dell’Amministrazione e per il bene della collettività.”
Le accuse sono tutte da verificare. Ma la domanda politica è già sul tavolo.