Addio ad Antonio Lo Giudice, protagonista assoluto delle radio libere messinesi e della movida anni 70/80. IL VIDEO DELL’ ULTIMA INTERVISTA
foto di Enrico Di Giacomo -
di Alfredo Reni - Antonio Lo Giudice, 75 anni, è morto improvvisamente nella sua casa ddi borgata Santa Lucia, nella immediata periferia ovest di Capo d'Orlando, dove viveva da diversi anni assieme al suo cane.
A far scoprire la tragedia, avvenuta probabilmente nella mattinata di domenica, è stato il pianto insistente e l'abbaiare del suo amato cane, con cui viveva e con il quale faceva lunghe passeggiate per le vie orlandine. Allarmati dal comportamento dell'animale, i vicini hanno allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del Fuoco del distaccamento di Sant'Agata di Militello per fare ingresso nell'appartamento, dove purtroppo hanno solo potuto constatare il decesso dell'uomo, stroncato, pare, da un malore improvviso. Ieri mattina sul posto, avvisato della disgrazia si è recato anche il sindaco di Capo d’Orlando, Franco Ingrillì.
Antonio Lo Giudice è stato l'indiscusso divo di Antenna dello Stretto (“entravamo ad Antenna al grido "Lo Giudice facci sballare", ricorda Maurizio Marchetti), la radio da cui ogni giorno conduceva dalle 13,30 alle 15 “Jumbo sound”. In radio portò il suo stile, sperimentato e raffinato in discoteca (mondo da cui proveniva, lo ricordiamo Dj dell’Hifi Club, successivamente Rombo Club), l'uso della voce che utilizzava per coprire i passaggi da un disco all'altro (non erano ancora arrivati i giradischi con il variatore di velocità) con cui rafforzava e dava continuità al ritmo. Non paragonabile a quello che fanno oggi (non tutti) i cosiddetti “vocalist”, il “Su le maniii”. Nel 1976 la Tv iniziava i programmi nel pomeriggio, si pranzava con la radio accesa, e Lo Giudice vantava una audience giornaliera stimata tra 50.000 e 70.000 ascoltatori fedeli e adoranti. Per avere una dedica o un saluto, le prenotazioni al telefono iniziavano già dal primo mattino (in numero cosi elevato da costringere l'editore di Antenna ad attivare tre linee dedicate e sequenziali e l'assunzione di due ragazze con carta e penna al telefono), un fenomeno che non ha avuto più imitatori, ma che è stato di ispirazione per molti, come ad esempio Fiorello che da ragazzino ascoltava Lo Giudice durante le sue vacanze a Letojanni. Lo Giudice, nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato anche a Rtp, Messina 1 Special, Messina International e Radio Blinko Blanko.
Antonio Lo Giudice si era raccontato in esclusiva, nella puntata "Due dj a confronto" di "Vite spericolate", la fortunata serie di interviste prodotta da stampalibera.it. Si era messo generosamente a nudo davanti alle nostre telecamere, accompagnando lo spettatore in un emozionante viaggio nella memoria lungo 50 anni. Stampalibera lo ricorda con affetto e lo ringrazia riproponendo l'intervista di due anni fa. Fai buon viaggio Antonio.