18 Luglio 2026 Giudiziaria

Il Riesame conferma i domiciliari per il sindaco Pistone

Rimane ristretto agli arresti domiciliari il sindaco 70enne di Spadafora Lillo Pistone nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Messina guidata da Antonio D’Amato sul condizionamento mafioso del voto in occasione delle elezioni comunali nel centro tirrenico del giugno 2024. Ma con un reato “in meno” di quelli contestati inizialmente. I giudici del Riesame hanno infatti confermato l’accusa di voto di scambi e hanno invece annullato l’ordinanza del gip per l’ipotesi di corruzione, quindi hanno accolto parzialmente il ricorso del suo difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro, che ha già preannunciato ricorso per Cassazione.

Analogo profilo di valutazione i giudici hanno avuto per un altro degli indagati dell’inchiesta, Angelo Bonaffini, che rimane agli arresti domiciliari. Anche in questo caso c’è da registrare un accoglimento parziale del ricorso del suo difensore, che l’avvocato Silvestro.

È stato già rimesso in libertà invece il terzo indagato dell’inchiesta, il 71enne Benedetto Bonaffini. questo perché ai primi di luglio il gip Salvatore Pugliese ha accolto l’istanza presentata dell’avvocato Antonio Roberti, e ha revocato la misura degli arresti domiciliari («quanto emerso a seguito dell’interrogatorio rappresenta un allontanamento e un distacco, stabile e consolidato, dagli interessi inerenti il territorio di Spadafora»).

Secondo la Distrettuale antimafia di Messina e i carabinieri, che hanno tra l’altro acquisito una denuncia dell’ex sindaca di Spadafora Tania Venuto, dopo l’indagine articolata anche con con intercettazioni, videoriprese e acquisizioni di documenti, sarebbe emerso a quelle consultazioni elettorali un quadro di «scambio elettorale politico-mafioso» e «corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso».