20 Luglio 2026 Giudiziaria

Neonato morto dopo un’infezione in ospedale, Asp Messina condannata a risarcire la famiglia con oltre un milione di euro

Il Tribunale civile di Messina ha condannato l’Azienda sanitaria provinciale di Messina a risarcire con una somma complessiva superiore al milione di euro i familiari del piccolo Dragos Spulber, il neonato morto il 19 ottobre 2017 dopo un’infezione sviluppatasi durante il ricovero successivo a un delicato intervento cardiochirurgico eseguito all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina.

La sentenza, emessa dalla prima sezione civile e firmata dal giudice Viviana Scaramuzza, ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria per non aver dimostrato di avere adottato tutte le misure necessarie alla prevenzione del rischio infettivo.

Secondo il Tribunale, tale responsabilità ricade sull’Asp di Messina, chiamata a rispondere dell’organizzazione del presidio ospedaliero e dell’operato del personale sanitario.

La vicenda

Il piccolo Dragos era nato il 24 ottobre 2016 con una grave cardiopatia congenita caratterizzata da un ampio difetto interventricolare, una disarmonia dell’arco aortico e un difetto interatriale. Dopo la diagnosi era stato affidato alle cure del Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo, dove aveva affrontato un complesso percorso terapeutico, con diversi interventi chirurgici.

Il 14 settembre 2017 il bambino era stato sottoposto a un delicato intervento di cardiochirurgia per la rimozione del bendaggio dell’arteria polmonare e la correzione delle malformazioni cardiache. Dopo un iniziale miglioramento, il quadro clinico era però peggiorato rapidamente: febbre, insufficienza respiratoria, aumento degli indici infiammatori e successivamente la diagnosi di endocardite su materiale protesico. Nonostante le cure, il neonato era deceduto il 19 ottobre 2017.

La decisione del Tribunale

Un passaggio decisivo della sentenza riguarda la consulenza tecnica d’ufficio, ritenuta pienamente condivisibile dal giudice. I consulenti hanno escluso errori nella diagnosi della cardiopatia, nella gestione clinica e nelle scelte chirurgiche, giudicate corrette e tempestive. La responsabilità è stata invece individuata nella mancata prova dell’adozione di tutte le procedure necessarie per prevenire il rischio di infezioni correlate all’assistenza sanitaria. Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale, l’infezione che ha determinato il progressivo aggravamento delle condizioni del bambino è risultata, con elevata probabilità, riconducibile all’ambiente ospedaliero. Inoltre, nella documentazione acquisita non è stato possibile accertare se fossero state adottate tutte le procedure di sterilizzazione degli ambienti operatori e di prevenzione delle infezioni nosocomiali.

Il risarcimento

La causa era stata promossa dal padre del bambino, anche nella qualità di esercente la responsabilità genitoriale sul fratello minore, insieme alle nonne del piccolo. Con la sentenza il Tribunale ha disposto il risarcimento dei danni in favore dei familiari per un importo complessivo superiore a un milione di euro, riconoscendo la responsabilità dell’Asp di Messina per la gestione del rischio infettivo durante il ricovero del neonato.