FOTO E VIDEO – La strage di Pistunina. Iniziato l’interrogatorio dell’imprenditore Pasquale D’Ali’: “Ero casualmente li”
Di Enrico Di Giacomo -
"Ero lì per conto della proprietà, della famiglia Leone. Dovevo fare delle valutazioni su alcuni pilastri ammalorati". A raccontarlo appena fuori dalla Caserma dei Carabinieri dove è stato ascoltato dai magistrati è Pasquale D'Alì, uno dei tre indagati per il crollo della palazzina di Pistunina, accompagnato dall'avvocatoAntonello Scordo. Il primo a parlare è stato il legale: «Il mio assistito ha risposto alle domande, tutte le domande che gli sono state poste e credo che abbia anche offerto un contributo utile per le indagini. Perché si trovava all'interno del supermercato? Aveva un incarico e aveva praticamente lavorato un'ora e mezza. Era proprio quel giorno che aveva iniziato. La manutezione gli era stata affidata dalla proprietà dell'edificio. La sua attività era veramente all'inizio e comunque proprio un'attività assolutamente, a mio modo di vedere, certamente non collegabile a quello che è successo, il crollo».
Quindi un nodo che potrebbe essere una novità assoluta. «C'erano altri operai - dice il legale - non erano operai chiaramente del mio cliente, erano operai di... non so di chi fossero. I lavori del mio assistito erano cominciati quel giorno. In realtà era soltanto un modo per verificare lo stato di alcuni pilastri che presentavano delle crepe. Parlare di lavori... Non erano lavori, era proprio. Era un'attività propedeutica all'inizio dei lavori. Per quanto riguarda chiaramente il mio cliente, del resto non so dire nulla. Il mio cliente ribadisco era entrato quel giorno. Ma c'erano dei piastrellisti, penso di chi avesse interesse a sistemare il supermercato».
E alla fine a parlare è stato anche lo stesso D'Alì: «Emotivamente sto malissimo. E per quanto mi riguarda mi spiace tanto per le persone che sono morte. E basta, non so che dire. Ho sentito dei rumori, è passato un paio di secondi... Ho sentito solamente di scappare e basta. Sono stato colpito da calcinacci, ma non mi ricordo... Ho preso una botta, perciò sono scappato. Ero a 10 metri dall'uscita. Basta, non so non so altro che dire. Sono stato mezz'ora là, mezz'ora sola...».
L’inchiesta procede con le ipotesi di reato di “omicidio colposo multiplo”, “disastro doloso” e “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”.
Le sostitute Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone conferiranno oggi l’incarico a tre esperti che dovranno effettuare gli accertamenti nell’immobile che ha ceduto per motivi ancora ignoti. I tre tecnici sono gli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. E sempre questa mattina saranno conferiti gli incarichi ai medici legali per effettuare le autopsie sui corpi dei fratelli Carmelo, Sara e Rosa Leone e della giovane Alessandra Frazzica.