Paolo Bellini, niente archiviazione: il gip di Caltanissetta riapre il confronto sulle stragi
Nessuna archiviazione per l’ex di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, condannato per essere uno degli esecutori della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980 e difeso dagli avvocati Antonio Capitella del foro di Roma e Manfredo Fiormonti del foro di Latina.
Il gip di Caltanissetta Santi Bologna, come riporta il Decreto di Fissazione dell’udienza Camerale N. 1588/2022 R.G.N.R, ha respinto la richiesta della procura nissena guidata da Salvatore De Luca decidendo di reintegrare il contraddittorio e dare la parola ai legali delle persone offese, in primis l’avvocato Fabio Repici, difensore di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso il 19 luglio 1992 in via d’Amelio.
Bellini, ricordiamo, è indagato per le stragi del 1992 in Sicilia.
Ad oggi sono due i procedimenti riguardanti l’ex avanguardista a Caltanissetta: nel primo è indagato con richiesta di archiviazione, mentre nell’altro non risulta indagato.
Nel fascicolo iscritto dal 2017 contro ignoti (non ancora archiviato) il gip competente, Graziella Luparello, aveva rigettato due volte la richiesta di archiviare avanzata della Procura.
Luparello aveva chiesto ai pm di eseguire una serie di attività di indagine ma, per tutta riposta, De Luca chiese alla Cassazione di dichiarare ‘abnorme’ l’ordinanza della gip. Nelle carte si ordinava di fare delle indagini anche su Bellini. La Cassazione diede torto al procuratore scrivendo che “il ricorso del Pubblico Ministero è inammissibile in quanto proposto fuori dei casi previsti dalla legge”. La Cassazione non solo afferma che la “progettazione non riesce a configurare la dedotta abnormità”, ma aggiunge anche che “l’iscrizione di Paolo Bellini, effettuata dall’Ufficio di Procura anche in relazione alla strage di Via D’Amelio, successivamente alla prima ordinanza di rigetto, non nell’ambito del presente procedimento ed in conseguenza delle indagini demandate dal Giudice per le indagini preliminari, ma autonomamente e a seguito di atto di impulso adottato dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, non appare idonea a determinare alcuna abnormità, neanche parziale, del provvedimento qui impugnato”. Ora il Gip Bologna, titolare del fascicolo che vede indagato Bellini, ha acquisito l’atto della Cassazione e scrive nel decreto che fissa l’udienza: “Alla luce di quanto osservato nel provvedimento” della Suprema Corte “pare opportuno ripristinare il contraddittorio tra tutte le parti coinvolte” ha scritto la Gip Santi Bologna fissando l’udienza per il prossimo 14 settembre. La decisione sulla richiesta di archiviazione avverrà quindi con il pieno confronto delle parti.