7 Settembre 2026 Politica e Sindacato

Tremestieri è ancora un’incompiuta. Nel mirino commissario e sindaco

Il porto di Tremestieri sarebbe dovuto costare 74 milioni di euro, i lavori sarebbero dovuti partire nel 2007 o giù di lì e si sarebbero dovuti concludere in un anno e mezzo circa. Oggi i costi stimati sono già lievitati oltre i 115 milioni, rischiano di aumentare ulteriormente, all’appello mancano più di 6 milioni di euro di cui non c’è traccia (mentre altri 7 milioni, stanziati dal ministero ad inizio estate, arriveranno “a rate” da qui ai prossimi dieci anni) e, quando siamo a settembre 2026, non c’è traccia nemmeno di un cronoprogramma aggiornato e realistico dell’opera, complice la costante “nebbia” che circonda gli atti prodotti dal commissario di governo, l’ing. Francesco Di Sarcina, nominato da Roma proprio per imprimere un’accelerazione.

Di certo c’è che la Bruno Teodoro Spa, subentrata alla Nuova Coedmar nell’appalto (dopo una lunga, travagliata vicenda, e con le opere ferme a circa il 25 per cento) ha chiesto e ottenuto una proroga della consegna, dal prossimo ottobre all’aprile 2027, a causa del nodo diga foranea. Ma certezze non ce ne sono e a tornare ad accendere i riflettori sulla più incompiuta delle opere è il sindacato che quei riflettori tiene accesi da tempo, la Uil. «È ormai platealmente acclarato – tuona il segretario generale Ivan Tripodi – che la costruzione e, soprattutto, l’impegno per la effettiva conclusione del porto di Tremestieri non sono una priorità istituzionale. Infatti, si sta scientemente tentando di attuare un’azione finalizzata a far cadere nel dimenticatoio l’urgenza di portare a termine l’infrastruttura portuale».

Tripodi punta il dito «con enorme sconcerto» contro il commissario Di Sarcina, « il deludente commissario governativo per la non realizzazione del porto», accusato di essersi «letteralmente inabissato senza fornire alla città e agli attoniti messinesi le doverose informazioni sul reale stato dei lavori dell’opera». Ma nel mirino c’è anche il sindaco Federico Basile, il quale, «alla stregua di un Giano bifronte», nel suo racconto dei primi cento giorni di mandato «ha sciorinato una lunga elencazione di lavori e attività amministrative dense di buone intenzioni e di solenni promesse, ma non ha, incredibilmente, speso una sola parola per il porto di Tremestieri, appalto che vede il comune di Messina nel ruolo di stazione appaltante».

Per Tripodi si tratta di «una chiara scelta politica totalmente inaccettabile». Ancora una volta il segretario della Uil ricorda che quello che doveva essere il tavolo “permanente” su Tremestieri, costituito proprio dal sindaco Basile lo scorso 19 gennaio, «si riunì in quella data e non è stato mai più convocato nonostante le nostre reiterate richieste». La Uil non ci sta: «Non staremo in silenzio rispetto a questa gravissima strategia che, ovviamente, è incompatibile con i reali interessi della collettività. La città di Messina non può accettare questo nuovo sfregio. Auspichiamo che il governo nazionale chieda, con fermezza, conto della non attività del commissario Di Sarcina e che il sindaco Basile rimedi al suo assordante silenzio e convochi immediatamente il tavolo sul porto di Tremestieri».