Nuova governance per le partecipate del Comune di Messina: individuati i nuovi Consigli di Amministrazione
La fumata bianca era arrivata già lunedì sera, ieri pomeriggio, poi, il tempo di “radunare” tutti per la foto di rito, ecco gli annunci e i primi decreti sindacali. Il sindaco Federico Basile ha formalizzato le scelte sue e del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca per i nuovi vertici delle società partecipate. Scelte che hanno una chiara impronta politica: ben quindici dei diciotto nominati, infatti, alle scorse elezioni amministrative erano candidati nelle liste “marchiate” Sud chiama Nord, senza riuscire ad essere eletti. E in un caso, il sedicesimo, ad essere candidato era il marito.
Tutto secondo copione, dunque, comprese le conferme di gran parte delle indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi. C’era curiosità sulla presidenza di Atm Spa, che in un primo momento era destinata all’ex vicesindaco Salvatore Mondello, nomina “saltata” quando, dopo un approfondimento, ci si è resi conto che la legge vieta di affidare una carica di vertice in una partecipata a chi ha svolto ruoli amministrativi nell’anno precedente (motivo per cui sono rimasti fuori anche gli ex consiglieri comunali Raffaele Rinaldo e Raimondo Mortelliti). Alla fine la scelta è ricaduta su Chiara Sterrantino, ex vicepresidente del Cas, anche lei candidata alle scorse amministrative. Con lei nel Cda ci saranno Salvatore Mangano e Claudia Brudetto, attuale presidente del gruppo giovani di Sicindustria Sicilia, unica non candidata alle amministrative insieme a Domenico Quartarone, che entra a far parte del Cda di Arisme, l’agenzia per il risanamento, “forte” di un passato da vicepresidente dell’Iacp (al tempo nominato in quota Forza Italia). Presidente di Arisme sarà Massimo Rizzo, ex consigliere comunale (al tempo con LiberaMe), terzo membro è Giovanna Sciuto.
Non era candidata, in realtà, nemmeno Claudia Lo Cascio, componente del Cda della Patrimonio, ma lo era il marito, l’ex consigliere circoscrizionale Franco Laimo. Presidente, come da pronostico, Francesco Romano, progettista del Palagiustizia bis e genero dell’avvocato Carlo Autru Ryolo, protagonista di uno dei più discussi colpi di scena delle scorse amministrative (in precedenza, infatti, era stato tra i papabili candidati sindaco del centrodestra). L’altro componente è Enzo Calabrò, altra new entry delle scorse elezioni.
Indiscrezioni confermate anche per quanto riguarda l’Amam: presidente sarà l’ex dirigente comunale in pensione (e, per questo, senza indennità) Salvatore Saglimbeni, completano il Cda Giovanni Donato, in quota ex Dc (il gruppo che ha seguito l’ex consigliere comunale Giovanni Caruso) e la neo commissaria provinciale di Sud chiama Nord, l’ex forzista Maria Fernanda Gervasi. Anche il nome di Vincenzo Ciraolo, ex presidente dell’Ordine degli avvocati e ora presidente della Messinaservizi, sembra essere frutto di una indicazione dell’ex Dc Caruso, e con lui ci saranno altre due vecchie conoscenze della politica messinese: la decana del consiglio comunale Giovanna Crifò, una vita nel centrodestra, e l’ex presidente della prima Circoscrizione Giovanni Scopelliti.
A chiudere il quadro è la Messina Social City, e anche qui c’è una conferma rispetto ai rumors delle scorse settimane: Francesco Giorgio, già esperto allo Sport del sindaco nello scorso mandato, presidente, componenti Francesca Guadagna, candidata non eletta, e Andrea Ipsaro Passione, dirigente di Confesercenti. Gli incarichi saranno come quelli della giunta: durata di un anno, poi si vedrà. Quando lo scenario politico potrebbe mutare notevolmente. E gli ex consiglieri comunali? Per ora rimangono all’asciutto, ma per loro ci sarebbero spazi già “promessi” alla Città metropolitana.