25 Settembre 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Tutti i nomi – Maxi traffico di rifiuti nel Messinese: 23 indagati

Oltre venti tonnellate di rifiuti tra scarti edilizi e d’asfalto prelevati e smaltiti illecitamente. Tra Messina, Barcellona, Milazzo, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e Villafranca Tirrena. Gettati un po’ ovunque senza alcuna precauzione tra il 2021 e il 2024. Per un gigantesco caso d’inquinamento ambientale. Tre imprese, otto terreni per circa 230mila metri quadrati, cinque camion e 115mila euro sottoposti a sequestro preventivo. Poi 23 indagati con svariati ruoli.

È tutto questo l’inchiesta sul maxi traffico di rifiuti nella zona tirrenica della provincia di Messina, portata avanti per mesi dalla Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore Antonio D’Amato e dal Gico della Guardia di finanza di Messina, che ha portato ieri mattina all’esecuzione da parte dei finanzieri di un decreto della gip Ornella Pastore.

Gli indagati sono 23. Si tratta della prima fase delle indagini, la loro posizione potrebbe ovviamente cambiare. Ecco i nomi: Salvatore Antonino Imbesi di Barcellona, amministratore unico della Pro.Co.Ge.Im. srl e legale rappresentante della Venuto srls e della Venuto Antonino & C. srl, imprese attive tra Barcellona e San Filippo del Mela (le prime due per “costruzione strade e autostrade” la terza per “frantumazione di pietre e minerali vari fuori dalla cava”); Salvatore Tindaro Imbesi di Barcellona; Tindara Venuto di Barcellona; Santina Barbera di Barcellona; Salvatore Scarcella di Barcellona; Tindaro Impalà di San Filippo del Mela; Michele Bitto di Monforte San Giorgio; Carlo Giovanni Inferrera di Messina; Giuseppe Bellinghieri di Scaletta Zanclea; Antonino Pitale di Messina; Giuseppe Costa di Messina; Fernando Plicanti di Palermo; Giuseppe Serro di Alcamo; Carmelo De Luca di Barcellona; Gaetano De Luca di Messina; Rosaria Cipriano di Terme Vigliatore; Giovanni Alesci di Castroreale; Michele Aurelio Crisafulli di Furnari; Marco Giovanni Mataffesi di Barcellona; Adriano Torre di Terme Vigliatore; Domenico Torre di Terme Vigliatore; Emanuele Genovese di Messina; Marianna Calderone di Barcellona. Per i due Imbesi, Venuto, Barbera, Plicanti e Serro i magistrati della Dda hanno avanzato richiesta di misure cautelari personali, quindi dovranno essere sottoposti a interrogatorio preventivo, che la gip Pastore fisserà dopo l’esecuzione dei sequestri.

Le tre ditte sequestrate sono la Pro.Co.Ge.Im. srl, la Venuto srls e la Venuto Antonino & C. srl «che cedevano, ricevevano, trasportavano, abbandonavano e comunque svolgevano attività illecita di gestione dei rifiuti». E poi ci sono una serie di terreni sequestrati, soprattutto a Barcellona, poi a San Filippo del Mela, Milazzo e Villafranca Tirrena.

I 23 indagati sono ritenuti «gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, previsto dall’articolo 452 quaterdecies del codice penale e contestato nella provvisoria imputazione».

Le tre società sequestrate disponevano delle autorizzazioni necessarie per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla demolizione di manufatti edilizi e di quelli bituminosi derivanti dalla scarifica delle pavimentazioni stradali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, però, le attività effettivamente svolte non avrebbero rispettato le norme ambientali sulla caratterizzazione e sul trattamento dei rifiuti speciali. Il materiale di risulta sarebbe stato sversato in siti privi di autorizzazione e, in alcuni casi, commercializzato senza il necessario trattamento. Per consentirne il reimpiego come “materia prima secondaria”, ne sarebbe stata falsamente attestata la sottoposizione al previsto processo di recupero. E per risparmiare sui costi di trattamento e recupero gli indagati avrebbero fatto ricorso anche a false attestazioni, all’omessa compilazione del formulario obbligatorio per la gestione dei rifiuti, il cosiddetto Fir, e alla falsificazione dei registri di carico e scarico.

Il “dominus

Secondo quanto hanno ricostruito i magistrati e i finanzieri il ruolo di “dominus” nella vicenda lo avrebbe esercitato il barcellonese Salvatore Antonino Imbesi, amministratore unico della Pro.Co.Ge.Im srl e legale rappresentante della Venuto srls e della Venuto Antonino & C. srl, imprese attive tra Barcellona e San Filippo del Mela (le prime due per “costruzione strade e autostrade” la terza per “frantumazione di pietre e minerali vari fuori dalla cava”). È lui che «promuoveva, organizzava e coordinava l’attività di gestione illecita di rifiuti», con una lunga serie di operazioni di smaltimento illecito, viaggi di mezzi e poi di falsificazioni di documenti.

Gli scarti del cantiere all’ex Fiera Campionaria smaltiti a Villafranca.

I “viaggi” di tutte e 20 le tonnellate di rifiuti sono stati monitorati e filmati per mesi dai finanzieri. E i casi sono tanti. Per esempio il 18 gennaio del 2024 Michele Bitto «con mansioni di autista/trasportatore», sotto le direttive di Salvatore Antonino Imbesi, ha caricato un camion di materiale di risulta dal cantiere dell’ex Fiera Campionaria di Messina e lo ha conferito in un grande fossato nel cantiere edile di Villafranca Tirrena dove erano in corso lavori di rifacimento di un canalone per il deflusso delle acque meteoriche, subappaltati alla NT Costruzioni srl dei fratelli Torre. I viaggi da Messina a Villafranca Tirrena con gli scarti edili del cantiere dell’ex Fiera Campionaria sono stati in tutto quattro secondo quanto hanno ricostruito i finanzieri, compiuti da diversi autisti sempre sotto le direttive di Imbesi. A marzo 2024 si è verificato anche uno sversamento di materiale in mare durante i lavori di rifacimento delle opere marittime a Galati Marina.Un altro caso. Tra il dicembre 2023 e il gennaio del 2024 Gaetano e Carmelo De Luca, titolare e gestore della ditta “Vivai De Luca Circus Village” hanno ricevuto in più viaggi, «talvolta anche a titolo gratuito», un’ingente quantità di rifiuti con i quali hanno effettuato operazioni di riempimento in alcune aree a Barcellona, in via Generale Angelo Cambria e in contrada Manno, «accettandoli come merce trasportata con documentazione artefatta, in cui erano indicati come “terra-materia prima seconda”».

Ancora un caso. Tra il 2021 e il 2022 Rosaria Cipriano e Giovanni Alesci della “Vivai Piante Cipriano Rosaria” hanno ricevuto «un’ingente quantità di rifiuti non trattati» che hanno utilizzato per operazioni di riempimento di un’area di circa seimila metri quadrati a Furnari, vicino all’ex campo sportivo/acquapark di Portorosa. E c’è perfino il caso di una concessionaria d’auto a Barcellona, la GM Car gestita da Marco Giovanni Mataffesi, che ha ricevuto rifiuti non trattati in più occasioni, utilizzati «per le operazioni di riempimento dell’area antistante la concessionaria di autovetture dallo stesso gestita». Ci sono poi tutta una serie di indagati coinvolti per il rilascio delle false certificazioni di questi viaggi, come Fernando Plicanti della società Georoad srl, Giuseppe Serro della Trinacria ambiente srl, Emanuele Genovese e Marianna Calderone della Pro.Co.Ge.Im. srl.