Tutti i dettagli – MESSINA: L’avv. Pierfrancesco Broccio ricoverato con gravi ustioni. “Mi hanno aggredito con l’acido”. Sospetti su una cliente con problemi mentali
MESSINA - L’avvocato messinese 58enne Pierfrancesco Broccio (in foto) si trova ricoverato in gravi condizioni al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale di Catania, dopo essere rimasto vittima di una brutale aggressione con dell’acido. Ha riportato ustioni profonde su circa il 20% del corpo, provocate dall’uso di una sostanza caustica. L’uomo si è presentato d’urgenza al pronto soccorso del Policlinico di Messina con profonde lesioni al volto, al torace e all’addome.
Ai sanitari che lo hanno preso in cura, sotto shock, ha raccontato una versione drammatica: sarebbe stato aggredito con dell’acido, sembrerebbe da una cliente a Santo Stefano Medio.
Stabilizzato dai medici messinesi, l’uomo fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita, ma la gravità delle bruciature ha spinto il personale medico a disporre l’immediato trasferimento nella struttura specializzata del capoluogo etneo.
Sulla vicenda vige il massimo riserbo. Gli accertamenti sono affidati a Polizia e Carabinieri, che stanno lavorando in sinergia per verificare la veridicità del racconto e ricostruire una dinamica ancora del tutto opaca. Al momento non si esclude alcuna pista. La donna è ricercata ma al momento risulta irreperibile.
Il racconto dell’avvocato: «Non pensavo potesse arrivare a questo»
«Appena mi ha visto – ha raccontato l’avvocato Broccio (alle ultime elezioni l'avvocato è stato pure candidato al 1° Quartiere nelle liste legate al sindaco Federico Basile, vedi foto) all’ANSA dall’ospedale di Catania – mi ha detto che voleva bere un poco d’acqua e inaspettatamente ha preso l’acido e me lo ha buttato addosso. Fortunatamente non è riuscita a prendermi negli occhi, anche perché avevo gli occhiali. Tuttavia mi ha preso nella parte bassa del volto, nel collo e in varie altre parti del corpo. Mi sono chiuso nell’auto e sono scappato, sono arrivato nel mio studio e avevo tutti i vestiti bruciati dall’acido».
«È stata una mia cliente che aveva problemi mentali, infatti è stata per anni all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. Ma non pensavo potesse arrivare a questo», ha aggiunto l’avvocato, sottolineando di «essere fortunosamente fuori pericolo».
«Io non ho avuto mai problemi con lei, io sono alto un metro e novanta quindi non avevo paura. Ma dopo quello che ha fatto ne ho avuta molta». Sul possibile motivo dell’aggressione, l’avvocato ha spiegato che «l’unico episodio per il quale si sarebbe potuta arrabbiare in passato con me era che le avevo detto di dire la verità per un fatto del quale aveva accusato una persona, ma non pensavo potesse farmi questo ora». Dopo l’aggressione, conclude, «la donna è fuggita, gli investigatori sanno chi è, e la stanno cercando».
Paolo Vermiglio, presidente dell'Ordine degli avvocati di Messina, commenta la vicenda: “L’Ordine degli Avvocati di Messina testimonia vicinanza e solidarietà all’avvocato Pierfrancesco Broccio ed esprime sconcerto e preoccupazione per il gravissimo episodio occorsogli. Ribadisce il ruolo insopprimibile dell’Avvocatura, garante dei diritti e delle libertà”.
Il precedente giudiziario al quale fa riferimento l’avvocato
Il riferimento dell'avvocato sembra essere a una vicenda giudiziaria risalente alla fine degli anni Duemila e ambientata a Catania. Il caso riguardava l'omicidio di Giuseppe Pietropaolo Furnari, 35 anni, ucciso con diversi colpi di coltello nella sua abitazione del quartiere Librino il 25 giugno 2007. Il cadavere venne scoperto due giorni dopo dalla polizia.
Per quell'omicidio furono processati Giovanni Cubito, meccanico di 44 anni, e Maria Grazia Messina, moglie della vittima e all'epoca 31enne. Secondo l'accusa, i due avrebbero agito come complici nell'uccisione di Furnari.
La Corte d'assise di Catania condannò Cubito all'ergastolo e Messina a 23 anni di reclusione. Una decisione che arrivò nonostante il pubblico ministero avesse chiesto 30 anni per la donna e l'assoluzione di Cubito per insufficienza di prove.
Messina, secondo quanto riportato all'epoca, era stata sottoposta a una perizia disposta dal Gip che ne aveva riconosciuto la seminfermità mentale e si trovava in cura detentiva nella struttura di Castiglione delle Stiviere.
È a questa vicenda che potrebbe riferirsi il passaggio dell'avvocato Broccio quando racconta di avere invitato la sua cliente a «dire la verità per un fatto del quale aveva accusato una persona». Un collegamento che dovrà comunque essere verificato dagli investigatori nell'ambito degli accertamenti sull'aggressione con l'acido.