Arrestata la 47enne che ha aggredito con l’acido l’avvocato Broccio: l’accusa è di lesioni aggravate
L’hanno rintracciata per strada, in centro, a Catania. Alla vista dei carabinieri non ha opposto resistenza la 47enne Maria Grazia Messina, che venerdì pomeriggio ha aggredito l’avvocato messinese Pierfrancesco Broccio, 58 anni, spruzzandogli acido addosso.
Un’imboscata in piena regola che ha colto di sorpresa il legale che adesso si trova ricoverato al Centro grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Ha riportato bruciature sul 20 per cento del corpo.
Per due giorni i carabinieri del comando provinciale di Messina l’hanno cercato a Catania dove la donna, originaria di Biancavilla, si pensava fosse tornata dopo aver aggredito il legale nei pressi del suo studio a Santo Stefano Medio. Domenica sera i militari della Compagnia Sud diretti dal maggiore Federico Sallusto, insieme ai colleghi catanesi stavano battendo una zona che dista circa 500 metri dalla stazione ferroviaria di Catania dove si pensava potesse gravitare, quando hanno individuato la donna che vagava senza meta. L’hanno bloccata nella zona tra via D’Amico e via Crispi. Ai militari non ha detto nulla.
È stata portata in caserma dove le è stato notificato il decreto di fermo per lesioni aggravate dalla premeditazione disposto dalla Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato e poi è stata trasferita nel carcere catanese.
Il prossimo passaggio sarà la convalida del fermo davanti al gip del tribunale di Catania, quindi gli atti torneranno a Messina per competenza. Nella borsa non c’era più la bottiglietta con l’acido che due giorni prima le era servita per aggredire il legale. Un elemento che i carabinieri continuano a cercare cosi come stanno ricostruendo come la donna è riuscita a tornare a Catania dopo l’aggressione.
La 47enne è stata individuata grazie alla tempestiva denuncia del legale ma anche grazie a testimonianze e intercettazioni che hanno permesso ai carabinieri di capire in che zona fosse.
La 47enne ha un passato burrascoso: era stata condannata dalla Corte d’assise di Catania, a 23 anni di reclusione, con l’attenuante della semi infermità mentale, per l’omicidio del marito nel rione Librino nel 2007. Per quel delitto fu condannato all’ergastolo un amico della donna, con la quale pare avesse una relazione sentimentale. La donna ha scontato la condanna, in parte nell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. Si chiude dunque un fine settimana da incubo per il legale messinese che è ancora ricoverato in ospedale. Tutto era cominciato venerdì scorso, doveva essere un normale appuntamento di lavoro con una cliente che il legale aveva assistito, in passato, in un processo penale. Venerdì pomeriggio si stavano recando nello studio del professionista a Santo Stefano Medio. Lei lo aveva contattato per ricevere una consulenza legale su una questione che, a suo dire, la vedeva come parte offesa. L’avvocato Broccio aveva prelevato la donna alla Stazione dandole un passaggio in auto per raggiungere lo studio ma, come riferito dallo stesso legale, quando erano quasi all’arrivati lei aveva tirato fuori dalla borsetta una bottiglietta spruzzandogli un liquido corrosivo addosso. Il legale ha avuto la prontezza di scappare verso lo studio dove ha chiesto aiuto ai carabinieri arrivati insieme ai soccorritori di un’ambulanza che lo hanno portato al Policlinico.