30 Ottobre 2026 Sport Cultura Spettacolo

Jolanda Insana: La voce e il corpo di una poetessa civile. Un convegno di studi a dieci anni dalla scomparsa dell’artista messinese

Di Tonino Cafeo - Messina. L’Università ha dedicato un convegno nazionale di studi a Jolanda Insana in occasione del decennale della sua scomparsa. La poetessa -nata a Messina, nel rione Gravitelli, il 18 maggio 1937 e morta a Roma il 27 ottobre 2016- è oggi considerata una delle voci più interessanti della poesia italiana del secondo novecento e dei primi anni del XXI secolo.

La voce e il corpo della poesia, questo il titolo dell’iniziativa che si è svolta il 27 e il 28 ottobre 2026 fra i locali del DICAM (Dipartimento civiltà antiche e moderne), l’aula magna dell’Ateneo e la sala dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, è stata organizzata con il contributo del comitato che si è costituito per coordinare le numerose iniziative in ricordo di Jolanda Insana che si svolgeranno nel corso del prossimo anno, e si è articolata in tre ricche sessioni che hanno visto storici della letteratura, filologi , specialisti nelle più diverse discipline umanistiche confrontarsi intorno ai temi principali dell’opera insaniana.

Ma come si colloca la figura di Jolanda Insana nella cultura italiana contemporanea?

“Quella di Jolanda Insana” spiega Giuseppe Lo Castro, docente di letteratura italiana presso l’Università della Calabria e componente del comitato per le celebrazioni, “è

una figura che si inserisce nella cultura italiana del secondo novecento, ma spesso come una voce fuori dal coro, o comunque fuori dagli schemi. Appartiene alla generazione degli anni Settanta di cui condivide lo sguardo critico sulla realtà e la presa di parola anche aggressiva e violenta. Nel suo caso, però, questa presa di parola diventa una riscrittura delle forme della poesia, una reinvenzione, e soprattutto una restituzione della voce, nel senso proprio della parola parlata dentro la poesia.”

“Il convegno di Messina” prosegue “ha l’obiettivo di riaprire e allargare gli studi sulla sua poesia, lavorando su più fronti. Ci sono l'uso della voce e della parola come elemento centrale, il corpo e la sua presenza nella materialità del discorso poetico, e le voci femminili, come si è sentito anche oggi. Poi la guerra, il lutto, il male del mondo, la malattia del soggetto.”

“Ma soprattutto”, aggiunge, “la dimensione agonistica con cui a tutto questo si risponde. Anche quando scrive il suo frammento di un oratorio per il centenario del terremoto di Messina, a Insana non interessano tanto i morti quanto i sopravvissuti: quelli che resistono, si rimboccano le maniche e praticano lo "sterramento", una parola che usava molto. Tolgono le macerie e cercano di riaprire gli spazi della vita.”

“È nella lotta, nel combattimento, nello scontro”, dice, “che gli esseri umani si mantengono in vita e difendono la vita dalle aggressioni del potere, del male e delle "storture", come le chiamava lei, titolo tra l'altro di una sua raccolta.”

“In questo senso si può definire Insana una poeta civile. Soprattutto dalle ultime raccolte c'è una svolta, come ha raccontato oggi anche Monica Venturini (storica della letteratura, Università di Roma 3): dalla Stortura, del 2002, l'impegno civile entra fortemente in campo. L'ultima raccolta, consegnata pochi giorni prima di morire, ha una fortissima componente civile, anche politica. È una difesa della cura della vita, tema che le è proprio fin dalla prima raccolta, contro gli agenti della società, della cultura e del sistema economico che comprimono la vita e distruggono l'ambiente, addirittura il pianeta. A un certo punto il discorso di Insana diventa ecocritico, un discorso sul pianeta, ma parte sempre dal corpo, dall'intimo, dalle emozioni, da un soggetto che vive queste cose in prima persona, nella carne e nel sangue.”

Jolanda Insana era laureata in filologia greca, ha insegnato a lungo nei licei e ha tradotto autori come Saffo, Plauto e Lucrezio. Questi dati biografici l’avvicinano in qualche modo al premio Nobel per la letteratura 2026 Anne Carson, di cui è stata riconosciuta l’importanza del “dialogo giocoso con la tradizione classica” che “ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea”.

“Il tema è quasi paradossale”, conferma Lo Castro, “perché i classici oggi sono meno presenti nella cultura contemporanea che in passato. Nel lavoro di Insana, però, il rapporto con gli autori greci e latini è interessante: ha fatto traduzioni e riscritture, in parte edite e in parte inedite, tema che è anche oggetto del convegno. Alcune di queste cose sono state rese note nelle relazioni, e c'è la possibilità di pubblicare le traduzioni non ancora uscite.” “Ciò che conta”, sottolinea, “è la linea della classicità che le interessa: non il classicismo canonico dell'armonia e della lingua perfetta, cesellata, ma la linea del sublime. Le interessano gli autori che hanno movimentato la parola, come i tragici, che hanno reso anche la parola orale, o i comici come Plauto, o chi ha praticato uno sperimentalismo linguistico estremo, un espressionismo, come nel caso di Lucrezio.”

La voce e il corpo della poesia sono solo la prima di una serie di iniziative che faranno scoprire o riscoprire Jolanda Insana ai suoi concittadini.

“Il comitato per le celebrazioni del decennale” - racconta Giuseppe Lo Castro- “ha molte cose in cantiere. Si parte dalla raccolta di firme fatta ieri per intitolarle uno spazio della città e dalla volontà di dare continuità a quanto fatto in questo convegno. C'è poi l'idea di uno spettacolo per il 28 dicembre, in cui potrebbe andare in scena il frammento di un oratorio per il terremoto di Messina, che avrebbe un suo interesse anche per la città.” “Infine”, segnala, “il 2027 sarebbe stato quello dei novant'anni di Insana, un'altra ricorrenza da commemorare, per cui si progettano varie iniziative: Unpercorso di formazione per gli insegnanti sulla poesia contemporanea; una giornata dedicata alla poesia in città, un documentario e una mostra dedicata, in parallelo, allabiografia di Insana e a quella di Messina, che è la città costantemente presente nei suoi testi.”