Voci e volti del popolo No Ponte: Basta propaganda
«È un ponte fortemente ideologico e prima ci sono tantissime altre opere da fare in Sicilia». Paolo Arena tiene in mano lo striscione del circolo Peppino Impastato di Cinisi. Arriva da Castellammare del Golfo e, ieri mattina, è partito presto per essere puntuale all’appuntamento a piazza Castronovo. «Quando – aggiunge – da Messina a Trapani con il treno ci mettiamo non meno di sei o sette ore, il ponte diventa inutile. È solo propaganda». È una delle tante voci, dei tanti volti che sotto la pioggia sfilano lungo la via Garibaldi per dire ancora una volta no al Ponte. I pullman arrivano anche da Calabria e Puglia, ma tanti sono i siciliani. «È la voce del popolo e si deve ascoltare», dice invece Antonio Pandolfi che arriva da Siracusa ed è partito un po’ dopo il signor Paolo: «Alle 10.30 per essere qui, protestiamo non soltanto per il Ponte, lo facciamo per tutte le leggi che offendono la dignità del popolo». Al suo fianco c’è Florinda Vitale, anche lei da Siracusa, con un cartello: “Salvini finiscila di fari dannu”: «La Corte dei conti ha detto no? E noi siamo qui a ribadire che non si deve realizzare per tutta quella serie di motivazioni che hanno stabilito anche i giudici».
Ci sono striscioni per tutti i gusti, dagli espropriandi a chi se la prende con Salvini e Tajani. Nel gruppo anche sindacati e partiti politici, associazioni – come il Wwf – che ha da subito contestato l’opera. «L’impatto ambientale – ha detto Gaetano Benedetto, presidente del centro studi del WWF – è stato dimostrato dalla Commissione Via che ritiene non mitigabili le conseguenze del Ponte. È dimostrato dalla procedura seguita perché è un’autorizzazione in deroga. Gli studi essenziali, come quelli sismici e strutturali, sono rimandati al progetto esecutivo. I conti non tornano, lo dice la Corte. Noi diciamo: fermiamoci: è un appello al buon senso, prima ancora che una posizione politica».
C’è anche Leoluca Orlando, storico ex sindaco di Palermo: «Il ponte è una mostruosità politica, giuridica ed ambientale. Con un grande spreco di risorse imposto dall’arroganza del governo nazionale, con la complicità di quelli siciliano e calabrese. Abbiamo bisogno di altro, da uno sviluppo agricolo ed industriale sostenibile al rifacimento delle reti stradali e ferroviarie. E che sia una mostruosità anche giuridica è confermato dalle sentenze della Corte dei conti».