Messina, l’incidente che costò la vita ad Antonino Tomasello: assolti tutti gli imputati
di Enrico Di Giacomo - E' giunto finalmente a sentenza il processo d’appello bis che si è svolto dopo il rinvio della Cassazione per la vicenda della morte di Antonino Tomasello, l’operaio di Messinambiente che perse la vita nel luglio del 2014 in un incidente con la spazzatrice a Pace.
La Corte d'appello, seconda sezione penale (Bruno Sagone, presidente, Michele Alajmo, Simona Finocchiaro), dopo aver disposto una perizia sulle cause del sinistro ed aver nominato l'ing. Praticò, ha assolto tutti gli imputati dal reato di omicidio colposo con la formula "perché il fatto non sussiste", revocando le statuizioni civili di primo grado in ordine al risarcimento dei danni e alla provvisionale e indicando un termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni. Sono stati assolti l'ex direttore tecnico, l'ing. Antonino Miloro (difeso dall'avv. Gianluca Currò), l'ing. Natale Cucè (difeso dagli avvocati Gullino e Venuti), già responsabile del Servizio prevenzione e protezione, Claudio Sindoni (avv. Carrabba), già dirigente del settore servizi, Pietro Arrigo (avv. Carrabba), l'ex responsabile settore impianti Roberto Lisi (avv. Scillia), Cesare Sindoni (avv. Carrabba), già addetto al Servizio di prevenzione e protezione. Tra gli imputati iniziali c'era anche l'ex commissario liquidatore Armando De Maria, nel frattempo deceduto.
Nel giugno del 2023 la quarta sezione della Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso presentato dalla Procura generale e dall’avvocata Maria Emanuele, che rappresenta la moglie e i figli di Tomasello, parte civile nel processo. La Cassazione aveva annullato con rinvio davanti ad un’altra sezione della Corte d’appello per un nuovo giudizio, la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Messina che disponeva l’assoluzione nei confronti di ex amministratori della società e responsabili della sicurezza.
Nelle motivazioni della sentenza d’appello, la giudice Maria Teresa Arena scrisse tra l’altro di troppi interrogativi sulla dinamica dell’incidente rimasti irrisolti, e di un contrasto netto tra le varie perizie tecniche che si sono succedute nel corso dei dibattimenti.
Si decise quindi per una nuova perizia, richiesta dal sostituto procuratore generale Giuseppe Costa, e sulla stessa linea anche i difensori, gli avvocati Carmelo Scillia, Giuseppe Carrabba, Pietro Venuti, Gianluca Currò e Alberto Gullino, mentre si opposero i legali di parte civile, gli avvocati Antonio Giacobello, Oleg Traclò e Maria Emanuele.
Nel 2021, il processo d’appello si era concluso con sette assoluzioni. La Corte d’appello aveva riformato la sentenza del giudice monocratico che decise invece sette condanne a 8 mesi per omicidio colposo.
Il povero Tomasello perse la vita mentre era alla guida di una spazzatrice finita nel greto asciutto del torrente Pace.
Nei motivi d’appello, l’avvocata Maria Emanuele aveva puntato l’attenzione sulla sicurezza. Secondo la legale, tra le cause dell’incidente ci fu «un non adeguato e corretto utilizzo della macchina spazzatrice, dovuto ad una carente informazione e formazione del dipendente».