Violenza sessuale su minore, l’ex assessore siciliano alla Famiglia Paolo Colianni condannato in Appello a 8 anni e 8 mesi
È stata confermata dalla Corte d’Appello di Caltanissetta la condanna per violenza sessuale su minore nei confronti di Paolo Colianni, medico e psicoterapeuta nonché ex assessore alla Famiglia della Regione siciliana nella seconda giunta di Totò Cuffaro. Rispetto alla sentenza di primo grado, la pena inflitta è aumentata da cinque anni e quattro mesi a otto anni e otto mesi di carcere (la pena base prevista di 13 anni è stata ridotta di un terzo col rito abbreviato). La Corte ha escluso le attenuanti generiche e ha rinviato a un separato giudizio civile la quantificazione del danno.
Colianni – finito in custodia cautelare agli arresti domiciliari e tornato in libertà lo scorso giugno – è accusato da una giovanissima paziente di avere abusato di lei durante le sedute di psicoterapia: l’indagine era partita dopo la segnalazione della scuola frequentata dalla minore, dove una docente aveva notato il malessere della vittima.
Durante il processo di primo grado, l’imputato aveva reso dichiarazioni spontanee ammettendo i fatti: la sua difesa aveva chiesto la derubricazione del reato in “atti sessuali con minore”, fattispecie meno grave che presuppone il consenso della vittima. Come pene accessorie, il Tribunale di Enna aveva disposto l’interdizione dai pubblici uffici e dalle professioni che coinvolgono minori e il divieto di frequentare luoghi frequentati da minori. Colianni aveva versato un risarcimento provvisorio di cinquantamila euro a ciascuna delle parti civile costituite, i genitori e il nonno della ragazzina, rappresentati dagli avvocati Teresa Starvaggi, Fabio Repici e Paolo Starvaggi. «La sentenza parla da sola», il senso delle dichiarazioni raccolte.
L'imputato difeso dagli avvocati Maria Donata Licata e Pietro Granata non era presente in aula.
Dalla prima sentenza all’Appello: una cronologia essenziale
Per comprendere il significato dell’inasprimento, occorre ripercorrere i passaggi principali della vicenda giudiziaria.
- Il 29 gennaio 2025, il Tribunale di Enna condanna Paolo Colianni a 5 anni e 4 mesi con rito abbreviato per violenza sessuale su minore. In quella sede, al professionista vengono riconosciute le attenuanti generiche.
- A giugno 2025, il Gup di Enna revoca gli arresti domiciliari su richiesta della Procura, ritenendo cessate le esigenze cautelari. Nel frattempo, la Procura generale impugna la sentenza di primo grado, contestando proprio il riconoscimento delle attenuanti e la misura della pena.
- Il 17 novembre 2025, a Caltanissetta prende avvio il giudizio d’Appello: la Corte respinge la richiesta della difesa di accesso a un percorso di giustizia riparativa. Due settimane dopo, arriva il verdetto: 8 anni e 8 mesi.