2 Gennaio 2026 Politica e Sindacato

Decaduto il sindaco Stracuzzi. Giardini attende il commissario

La decisione non è giunta inaspettata perché l’amministrazione comunale era ben consapevole che a fine anno sarebbe potuto arrivare il verdetto e, proprio nell’ultimo periodo, ha premuto sull’acceleratore per raggiungere alcuni risultati, dall’approvazione del bilancio all’avvio dell’iter per il “Piano urbanistico generale”, quando la campagna elettorale per le Amministrative di primavera è già aperta.

Giardini Naxos comincia così il nuovo anno con il sindaco decaduto, visto che il 31 dicembre la Corte d’appello di Messina ha depositato la sentenza del ricorso presentato l’8 gennaio 2024 da Giorgio Stracuzzi, in carica dall’ottobre 2020, per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di primo grado emessa dal Tribunale di Messina il 7 dicembre 2023, con la quale è stata dichiarata la sua decadenza dopo il ricorso depositato l’1 marzo 2022 dagli allora consiglieri di minoranza Agatino Bosco e Francesco Palumbo.

La Prima Sezione Civile, dopo la camera di consiglio del 18 dicembre con i magistrati Massimo Gullino (presidente relatore), Augusto Sabatini e Marisa Salvo (consiglieri), ha rigettato l’appello di Stracuzzi, difeso dagli avvocati Arturo Merlo e Marcello Scurria, e lo ha condannato a pagare a Bosco e Palumbo, assistiti dall’avv. Lucio Fresta, le spese di lite per 9.991 euro. Dichiarato inammissibile, invece, l’intervento in giudizio di Giuseppe Rodi, in proprio e quale rappresentante dell’associazione “Libera Voce Naxiota”, con la condanna a pagare al sindaco le spese per 4.996 euro. Dal maggio 2024 il procedimento era rimasto congelato per il pensionamento del relatore del collegio, fino a quando lo scorso 26 marzo, dopo l’istanza presentata da Rodi, è stato designato come relatore il presidente Gullino e il procedimento è ripartito.

La vicenda è legata a due incarichi affidati dal Comune di Giardini Naxos all’arch. Antonino Stracuzzi, fratello del sindaco, assegnati prima della sua elezione ma che hanno fatto comunque finire il primo cittadino in una situazione di incompatibilità, ai sensi dell’art. 61 del decreto legge 267 del 2000 (Testo unico degli Enti locali).

La Corte d’appello ha ribadito le conclusioni della prima ordinanza, stabilendo che «sebbene il giudice di primo grado abbia ritenuto che la fattispecie ricadesse nella previsione di incompatibilità sancita dalla norma statale, non vi è dubbio che la stessa ipotesi sia riconducibile anche alla previsione di ineleggibilità sancita dalla norma regionale e che anche tale situazione dovesse comportare la decadenza dall’incarico».

La sentenza è esecutiva ed entro fine mese la Regione decreterà la cessazione del sindaco e della Giunta, con la nomina di un commissario straordinario: Giorgio Stracuzzi potrebbe ricorrere in Cassazione chiedendo di sospendere la sentenza della Corte d’appello, ma potrebbero passare anche 5 o 6 mesi per avere un responso. Al momento non ha manifestato cosa fare e l’Amministrazione deciderà come muoversi all’inizio della prossima settimana.