3 Gennaio 2026 Politica e Sindacato

I buoni propositi e le sfide lanciati dalla Cgil al 2026

«Un anno di sfide importanti sul piano delle politiche di sviluppo e su quello della tenuta dei diritti». Così la Cgil definisce il 2026 appena iniziato a Messina. Il sindacato accende i riflettori sulla «condizione di vita delle persone», sul «pianeta giovanile», su «un apparato produttivo debole da rilanciare e sull’industria da salvaguardare», su «un sistema sanitario pubblico da potenziare», in definitiva «su un modello economico e sociale più reale e vicino ai veri bisogni della collettività».

Buoni propositi e sfide all’orizzonte, ricordando ciò che è avvenuto nei 12 mesi precedenti: «Quello appena trascorso è stato un anno intenso, per difendere diritti importanti – afferma il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti –, il 2025 ci ha visti impegnati nei referendum del lavoro, una battaglia che voleva ripristinare diritti e garantire maggiori tutele a una classe lavoratrice sempre più penalizzata e precaria soprattutto in una provincia, quella messinese, che si regge su un’economia del terziario e sul precariato. Il 2025 – evidenzia la Cgil – si è chiuso con alcune vertenze lavorative che rischiano di mettere alla porta centinaia di lavoratori e lavoratrici, dall’ex Gicap alla Cargill, passando per pezzi del tessuto economico da salvaguardare, dalla cantieristica navale all’area industriale del Milazzese». E l’impegno è «a fianco di tutti gli invisibili, i fragili, i lavoratori poveri, i disoccupati e soprattutto i giovani che non trovano prospettive nella nostra terra». Un disagio socio-economico certificato dalle classifiche, dai dati Istat che hanno fotografato per il territorio messinese poca occupazione, redditi bassi e un’alta percentuale di “neet” (persone che non studiano né lavorano).

«Il 2026 – ricorda la Cgil – sarà l'anno della fine del Pnrr e ancora molti lavori devono essere portati a termine a cominciare dalle Case di comunità e Ospedali di prossimità della provincia. La Sanità deve diventare prioritaria nel dibattito politico e sociale». Poi, ci sono le questioni della sicurezza nei luoghi di lavoro ma «il 2026 sarà anche l’anno del referendum sulla giustizia, la Cgil è nel Comitato della società civile per il No e si mobiliterà».