21 Gennaio 2026 Giudiziaria

Confisca definitiva da oltre 13 milioni a imprenditore dell’agrigentino: beni sequestrati anche a Messina

La Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento ha dato esecuzione al provvedimento con cui la Corte d’Appello di Palermo ha disposto in via definitiva la confisca di prevenzione di un patrimonio del valore complessivo superiore ai 13 milioni di euro, riconducibile a un imprenditore – oggi deceduto – attivo tra gli anni Ottanta e Novanta nel settore della produzione e commercializzazione di olio alimentare.

Tra questi, figurano anche strutture con sede nella provincia di Messina, a conferma di come gli interessi economici riconducibili all’imprenditore si estendessero ben oltre l’area agrigentina, coinvolgendo anche il territorio messinese. Un dato che evidenzia ancora una volta il radicamento e la capacità espansiva delle infiltrazioni mafiose nell’economia locale, e l’importanza delle misure di prevenzione patrimoniale nel colpire i patrimoni accumulati illecitamente.

L’uomo - come scrive AgrigentoNotizie - era ritenuto contiguo a Cosa nostra agrigentina e dedito alla concessione di prestiti usurari di ingente entità, legati alla propria attività commerciale. Gli approfondimenti, condotti dalla sezione operativa della Dia di Agrigento al termine di un lungo e complesso iter giudiziario, hanno consentito di accertarne sia la pericolosità sociale “generica”, connessa alla pratica dell’usura, sia quella “qualificata”, derivante dalla sua riconosciuta vicinanza alla mafia della Valle dei Templi.

Il provvedimento ablativo ha interessato beni oggi intestati ai familiari dell’imprenditore, ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati all’epoca, e ha riguardato complessivamente 30 immobili, tra fabbricati e terreni, oltre a tre complessi aziendali.