29 Gennaio 2026 Politica e Sindacato

RIFONDAZIONE COMUNISTA: NISCEMI, IL CUORE DELLA SICILIA, STA FRANANDO

In questi ultimi dieci anni il Partito della Rifondazione Comunistain Sicilia è stato a fianco dei niscemesi contro il MUOS. Niscemi è un territorio straordinario, la terra dell’oro verde (il carciofo), ma devastato dalle antenne americane della guerra contro il volere di tantissime e tantissimi sicilian3 che a partire dal 2013 hannosostenuto e partecipato alle manifestazioni per dire NO ad un altro avamposto di guerra che sarebbe servito ad allargare le basi per controllare il Mar Mediterraneo e i confini. Antenne che negli ultimi tre anni sono state utilizzate per i conflitti in Ucraina e per sostenere il genocidio in Palestina.

Un territorio che, come il resto d’Italia, è fragile e la frana del 1997 doveva già orientare la politica dei territori verso la cura e la costruzione della bellezza, per mantenere una sughereta che era l’anima e la forza, mentre in pochi anni all’interno vi sono state costruite illegalmente antenne “MUOSTRUOSE”, simbolo di politiche neoliberiste e di asservimento ai progetti militari statunitensi. Una politica che doveva prevenire attraverso una gestione adeguata ed attenta alla fragilità siciliana, terra in molti punti a rischio di terremoti e smottamenti. Invece, nei fatti la Sicilia è stata sempre utilizzata per sfruttare in maniera violenta i territori facendo sparire boschi e migliaia di ettari di macchia mediterranea, essenziali per evitare tragedie e distruzione.

Oggi insieme ai tanti disastri ambientali il cuore della Sicilia frana. Niscemi è vittima di una gestione del territorio che da anniavvelena l’acqua, l’aria e la terra. Un totale avvelenamentocausato dall’istallazione delle antenne MUOS, opere strategiche per la guerra e nello stesso tempo “arma ambientale”. In queste ore basta guardare le riprese dei droni per far somigliare quei territori devastati simili agli scenari che riproducono aree colpite dalle bombe. Un nesso che non è per nulla casuale e un territorio,quello siciliano, non scelto a caso per diventare una grande piattaforma per le operazioni americane nel silenzio totale della politica che proprio in questi giorni fa passerella, invece disostenere con aiuti veri i bisogni di un territorio che va rivitalizzato naturalmente e non con altre cementificazioni, come lo stesso ciclone Harry ha mostrato qualche settimana fa. Una serie di catastrofi volute e scelte politiche che sacrificano un territorio agli interessi dei grandi colossi economici e strategico- militari. Studi importanti svolti dal Politecnico di Torino nel 2011 ed altre ricerche avevano associato la presenza delle antenne militari con i cambiamenti climatici per una serie di collegamenti prettamente scientifici che mettono nero su bianco come tali strumenti influenzino i circuiti elettrodinamici delle aurore con una forza tale che da un lato serve a danneggiare i satelliti dei paesi nemici e dall’altro influenza negativamente la naturalezza del sole e delle stelle. Una vera arma ambientale su cui spesso è stato fatto calare il silenzio. Oggi, possiamo dire che la scelta di utilizzare il territorio siciliano per queste operazioni è da un lato strategica per come è situata geograficamente la Sicilia, ma dall’altro perché da cinquant’anni la politica ha totalmente piegato l’isola agli interessi del capitale mondiale e dei guerrafondai.

Per il Partito della Rifondazione Comunista Sicilia bisogna sempre di più stare, come è stato fatto, nei movimenti contro le grandi opere, tra queste il Ponte sullo stretto di Messina, l’aeroporto di Trapani- Birgi e il delicato territorio di Niscemidistrutto dalle antenne del MUOS. In questo senso non bisogna fare sconti a nessuno, comprese quelle forze politiche che si dichiarano a favore dell’ambiente e contro le guerre, ma che contemporaneamente nelle sedi deputate alle scelte votano per la continuità di interventi guerrafondai, devastanti e inutili di fronte ai bisogni di una TERRA che non va più cementificata e piegata agli interessi capitali di pochi.

Il PRC Sicilia è vicino a tutte le compagne e a tutti i compagni niscemesi con cui da anni incrocia la lotta contro il Muos con la lotta contro il Ponte sullo stretto di Messina e sarà sempre in piazza per battersi contro ogni forma di guerra ambientale e militare. Per questo i fondi destinati alla mega opera distruttiva del Ponte sullo stretto di Messina vanno subito destinati alla cura dei terreni per l’agricoltura, per l’aria inquinata dalle antenne, alla nascita di centri studi e ricerca per migliorare la qualità della vita e del lavoro dei siciliani.