Gli avvocati: c’è una crisi di fiducia, sistema da difendere e migliorare
La crisi di fiducia nel sistema giustizia e la necessità di migliorare una realtà che riguarda tanti cittadini. Sono alcune delle considerazioni sullo stato di salute della giustizia di Paolo Vermiglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Messina in occasione della cerimonia dell’ apertura dell’anno giudiziario. Il punto di partenza del suo ragionamento non sono i dati: «non sempre dicono tutta la verità» ma altri indicatori. «Tra questi, – ha detto – credo che il più importante sia la fiducia, intesa quale affidamento – del cittadino prima di tutto, ma anche di avvocati e magistrati – nella capacità del sistema di dare risposte corrette, in tempi ragionevoli, imponendo ai vari attori sacrifici accettabili».
Nella sua analisi l’avvocato Vermiglio parla dell’esistenza di «una vera e propria crisi di fiducia nel sistema della giustizia, un sistema che richiede riforme strutturali e investimenti non più differibili». Il riferimento non è separazione delle carriere «questione importante, ma che attiene alla struttura della giurisdizione, ma di quanto serve, e subito, per far funzionare un sistema in cui si discute quotidianamente dei diritti, delle aspettative e della dignità delle persone, che hanno il diritto di trovare risposta alla domanda di giustizia, come avvocati e magistrati hanno il diritto di lavorare in un sistema moderno ed efficiente». Per Vermiglio il sistema giustizia: «per quanto lento o imperfetto, è l’ultima garanzia di democrazia e di libertà, valori che la mia generazione ha potuto dare per scontati e che mai come oggi esigono attenzione e protezione». Un sistema ha detto che per quanto imperfetto va migliorato e difeso da derive e populismo: «coltivando e predicando i valori della preparazione, della serietà, dell’onesta, dell’equilibrio, della prudenza, del dubbio, dentro e fuori i Palazzi di Giustizia».
In apertura, ricordando gli avvocati scomparsi nel 2025 ed esprimendo vicinanza alla popolazioni e agli avvocati della zona ionica colpiti dal ciclone Harry, ha anche citato la lunga battaglia condotta dall’avvocata Silvia Gambadoro, in memoria della sorella Stefania, «rimasta vittima del più subdolo dei crimini di femminicidio». Un ricordo che era stato chiesto, con una lettera, anche dalla senatrice Dafne Musolino.
Ha affrontato il tema della riforma costituzionale della separazione delle carriere il presidente della camera penale “Pisani Amendolia” Alberto Gullino. Ha richiamato l’esigenza di ricondurre il dibattito sulla separazione delle carriere «a canoni di sobrietà, misura e ragionevolezza». Gullino ha detto di non volere trasformare il palazzo di giustizia: «in un terreno di scontro con i sostenitori del no, nè di trasferivi un dibattito che -all’esterno- ha assunto toni cosi poco edificanti» e quindi poco consoni alla solennità di un palazzo che per lui rappresenta: «il luogo atto a rappresentare la sacralità della giustizia». Ritiene incompatibile con la veste di magistrato e avvocato: «una concezione “militante” delle rispettive funzioni». Il suo auspicio è dunque che nei due mesi che separano dal referendum: «possa recuperarsi quell’approccio tecnico che si addice al giurista, e che abbia ad oggetto il merito della riforma».
Ha affrontato la questione delle difficoltà economiche di tanti avvocati a fronte di un tessuto economico asfittico, Giuseppe Romeo, vice presidente della camera penale “Erasmo da Rotterdam”: «L’avvocato deve aspettare per essere pagato, passa troppo tempo per le liquidazioni che alcuni giudici per le istanze fuori udienza impiegano anche anni prima di fare i decreti di liquidazione».
Il coinvolgimento effettivo dell’Avvocatura nei processi di riforma; il rafforzamento degli organici; investimenti strutturali oltre il Pnrr; l’incentivazione di strumenti alternativi realmente efficaci. Sono le richieste della Camera Civile di Messina attraverso il suo presidente, l’avvocato Daniele Arrigo: «Solo attraverso la cooperazione istituzionale sarà possibile garantire una giustizia realmente accessibile e di qualità» ha detto Arrigo.
La riforma della magistratura, con posizioni diverse e i problemi della giustizia sono stati i temi tornati anche negli interventi di Andrea Pirri dell’Organismo congressuale forense, Marco De Benedictis dell’Associazione nazionale forense, Salvatore Gentile della Consulta M.O. e Giuliana Barberi di Federmot. Infine la presidente della sezione Aiga, Enza Bontempo ha fatto riferimento ai fondi del Pnrr: «la giovane avvocatura ritiene imprescindibile che le risorse destinate al sistema giudiziario siano impiegate con una visione strutturale e di lungo periodo, capace di guardare oltre l’emergenza e di costruire un modello realmente sostenibile».