3 Febbraio 2026 Giudiziaria

Processo “Apotheke”, la sentenza: 6 anni al farmacista Sergio Romeo, 2 anni al dott. Basilio Cucinotta. Assolti Cutri’, Ielo e De Domenico. Tanti i reati prescritti

Di Enrico Di Giacomo - Cinque condanne e diverse assoluzioni, tre delle quali con formula piena. E parecchi reati ormai prescritti, visto che risalivano al 2016. Dopo tre ore di camera di consiglio, i giudici della Prima sezione penale presieduta dalla giudice Adriana Sciglio (Francesco Torre e Concetta Maccarrone i giudici a latere) hanno emesso la sentenza, molto attesa, del processo “Apotheke”. incentrato sui rimborsi dei farmaci per centinaia di migliaia di euro che furono truffati all’Asp di Messina nella catena dei pagamenti di ritorno, dal 2016 fino al febbraio del 2020. Farmaci e rimborsi d’oro. Migliaia e migliaia di prescrizioni a pazienti morti da mesi, oppure “fantasma”, o ancora ignari di tutto. Un procedimento in cui l’Asp era parte civile, ed è stata rappresentata dall’avvocato Salvatore Sorbello.

Ecco dunque la sentenza: 6 anni e 3 mesi di reclusione per il farmacista Sergio Romeo (e 2300 euro di multa), titolare della “Farmacia del Villaggio”, al rione Aldisio, 2 anni al medico Basilio Cucinotta, più 800 euro di multa, 1 anni e 2 mesi per Sergio Romano, collaboratore della farmacia, Rosario Palmeri, per l'accusa il "collettore" delle ricette, e Stefania Samperi, farmacista e collaboratrice di Romeo. Per Cucinotta, Romano, Samperi e Palmeri è stata decisa la sospensione della pena.

Il tribunale ha inoltre dichiarato Sergio Romeo interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale per la durata della pena, interdetto dalla professione di farmacista per la durata di cinque anni nonché incapace di contrattare con la pubblica amministrazione.

I giudici hanno dichiarato Basilio Cucinotta interdetto dalla professione di medico per la durata di due anni, nonché incapace di contrattare con la pubblica amministrazione.

Il Tribunale ha inoltre condannato Romeo, Cucinotta, Romano, Samperi e Palmeri, in solido, al risarcimento del danno in favore della parte civile Asp di Messina nella misura da liquidarsi in sede civile e al pagamento, sempre in favore dell'Asp, di una provvisionale che si liquida in 100mila euro.

Decisa, per Romeo e Cucinotta, anche la confisca delle somme che costituiscono il profitto dei reati per cui riportano condanna, "ovvero la confisca di quanto in sequestro e di altri beni di cui essi abbiano la disponibilità per un valore corrispondente".

Assoluzione piena, invece, con la formula 'per non aver commesso il fatto', per i medici Filippo Gregorio Cutri’ (in pensione), Santi Ielo e Salvatore De Domenico, e per la farmacista Valentina Costanzo.

Da segnalare alcune assoluzioni parziali, per non aver commesso il fatto, per Romeo, Cucinotta, Romano e Samperi e il 'non doversi procedere', per sopravvenuta prescrizione, per Romeo e Cucinotta.

L’INDAGINE.

C’era tutto questo nell’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, che nel febbraio del 2020 scosse e non poco il mondo della sanità pubblica messinese, soprattutto quello dei farmacisti e dei medici di base.

È stata la pm Francesca Bonanzinga, nel dicembre scorso, a formulare le richieste per la Procura, all’epoca fu proprio lei a seguire l’indagine della Guardia di finanza.

Erano dodici in origine le persone coinvolte, con le accuse a vario titolo contestate di truffa e falso anche in forma associativa, e con alcuni casi di esercizio abusivo della professione: il farmacista Sergio Romeo, titolare della “Farmacia del Villaggio”, al rione Aldisio; cinque medici di base: Filippo Gregorio Cutrì, Salvatore De Domenico, Basilio Cucinotta, Santi Ielo e Nunzio Minutoli; c’erano poi altre cinque persone indagate per vari reati nell’ambito dell’inchiesta: Giovanni Romeo, padre del farmacista Sergio, Marisa Sparacino, madre del farmacista, Sergio Romano, collaboratore della farmacia, Stefania Samperi, farmacista collaboratrice di Romeo, Valentina Costanzo, farmacista collaboratrice di Romeo, e infine Rosario Palmeri, secondo l’accusa originaria il “collettore” delle ricette, che prelevava dai vari studi medici e consegnava poi in farmacia. Minutoli, Giovanni Romeo e Sparacino nel frattempo sono deceduti.

Ecco il dettaglio delle richieste della pm: Sergio Romeo, 7 anni di reclusione e 20mila euro di multa; Gregorio Filippo Cutrì, 4 anni e 6 mesi più 4mila euro di multa; Salvatore De Domenico, 2 anni e 10 mesi più 1.500 euro di multa; Basilio Cucinotta, 5 anni e 5mila euro di multa; Santi Ielo, 4 anni e 3mila euro di multa; Sergio Romano, 2 anni e 8 mesi più 10mila euro di multa; Stefania Samperi, un anno e 4 mesi più 8mila euro di multa. La pm Bonanzinga ha chiesto invece l’assoluzione da ogni accusa contestata per Valentina Costanzo e Rosario Palmeri.

Nell’udienza successiva avevano completato le arringhe gli avvocati Fabrizio Grosso, Pietro Luccisano, Patrizia Causarano, Antonello Scordo, Corrado Rizzo, Giuseppe Carrabba, Antonio Spiccia, Nunzio Rosso e Giuseppe Trischitta.

I reati contestati andavano in dettaglio dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo della professione medica e di farmacista, alla somministrazione di morfina senza la prescrizione medica.

L’indagine scattò dopo una denuncia presentata dall’Asp per segnalare irregolarità nell’emissione di prescrizioni mediche (le cosiddette “ricette rosse”), nei confronti di diversi soggetti fruitori di esenzioni ticket per motivi di reddito, concernenti l’acquisto di costosi farmaci, a sua volta portate a rimborso. Emerse che le prescrizioni mediche, ritenute anomale, venivano utilizzate principalmente per acquisti effettuati quasi esclusivamente presso un’unica farmacia territoriale dell’Asp, quella gestita dai Romeo al villaggio Aldisio. Ed era una farmacia dai fatturati milionari. Che «... in breve tempo, ha visto aumentare in maniera esponenziale i propri complessivi flussi di vendita (prescrizioni mediche “rosse” più quelle “bianche”)».