6 Febbraio 2026 Guerra&Pace

Trapani Birgi base strategica degli aerei radar AWACS e dei droni AGS della NATO

di Antonio MazzeoLa Sicilia in guerra raddoppia: dopo Sigonella anche lo scalo aereo di Trapani Birgi assume il ruolo di avamposto strategico per le operazioni militari delle forze armate NATO nello scacchiere russo-ucraino.

Martedì 3 febbraio 2026, dopo il fallimento dell’accordo per una “tregua” e la ripresa degli attacchi aerei russi contro le città ucraine, il sito specializzato ItalMilRadar ha tracciato la simultanea ed inedita missione d’intelligence, riconoscimento e sorveglianza (ISR) dello spazio aereo dell’Europa orientale e del Mar Nero da parte di due velivoli decollati dalla Sicilia.

Nello specifico, un aereo radar E-3A SentryAWACS della NATO (denominato in codice MAGICS), dopo aver lasciato la base di Trapani ha raggiunto la Polonia orientale per svolgere una lunga attività di monitoraggio dei cieli dell’Ucraina. Nelle stesse ore è decollato da Sigonella un drone RQ-4B “Global Hawk” in dotazione all’US Air Force (denominazione FORTE) che si è poi posizionato in volo sul Mar Nero.

“Insieme, i due velivoli segnano un netto passaggio dalla modalità standby al monitoraggio per una rinnovata consapevolezza della situazione in tutto il teatro delle operazioni militari”, spiegano gli analisti di ItaMilRadar. L’aereo E-3A Sentry” della NATO era nella posizione ideale per monitorare l’attività aerea e le dinamiche di comando e controllo legate alle operazioni all’interno dell’Ucraina, mentre sorvolava all’interno dello spazio aereo NATO. Queste missioni non sono limitate all’osservazione passiva: l’E-3 fornisce un quadro aereo in tempo reale, traccia le attività dei velivoli e dei missili in volo e opera come nodo chiave per comprendere quanto accade nei periodi di elevata tensione”.

Sempre ItaMilRadar ha rilevato che il drone RQ-4B Global Hawk” dell’Aeronautica Militare USA è decollato da Sigonella per operare nell’area del Mar Nero dopo un’assenza di alcune settimane. “Le missioni di FORTE sul Mar Nero sono divenute di recente meno frequenti, mostrando una temporanea riduzione dell’escalation”, scrivono gli analisti. “Il suo ritorno, giorno 3 febbraio,suggerisce che i rinnovati attacchi russi sono stati immediatamente valutati assai più di un evento isolato”.

“La combinazione di questi due assetti aerei è particolarmente significativo”, annota ItaMilRadar. “Mentre FORTE si focalizza su una persistente sorveglianza aerea in profondità dell’asse meridionale — monitorando le regioni costiere, i sistemi di difesa aerea e i modelli operativiil velivolo radar E-3 lo completa fornendo un quadro aereo dinamico più vicino al confine orientale della NATO. Insieme, i due velivoli coprono sia la profondità strategica che l’immediato contesto dello spazio aereo del conflitto russo-ucraino”.

In conclusione ItaMilRadar sottolinea quanto sia “cruciale” il tempismo della doppia missione di US Air Force e NATO. “L’attivazione quasi simultanea dell’E-3 AWACS dall’Italia e del drone FORTE sul Mar Nero indica fortemente che la tregua del fine settimana precedente era stata considerata da tutti come temporanea”, commentano gli analisti. “La postura operativa ISR della NATO sembra essere pronta a crescere rapidamente, anticipando la ripresa delle ostilità più che a reagire ad un’escalation a sorpresa”. 

Gli AWACS a Birgi per rafforzare la postura NATO in Est Europa  

I grandi aerei Boeing E-3A “Sentry” AWACS (Airborne Warning & Control System) della NATO sono stati rischierati a Trapani Birgi a partire della mattina del 18 dicembre 2025 per concorrere alle operazioni di comando, controllo, intelligence e sorveglianza delle forze armate NATO nel sanguinoso scacchiere di guerra russo-ucraino.

La decisione di trasferire in Sicilia alcuni dei velivoli dotati di radar a lungo raggio e sensori passivi capaci di rilevare contatti aerei o di superficie su grandi distanze è stata assunta dall’Alleanza Atlantica per rafforzare le attività di vigilanza nei rigidi mesi invernali nel Mediterraneo e in Europa orientale.

“Da Trapani Birgi l’E-3A può supportare con maggiore efficienza i compiti di sorveglianza e comando e controllo in tutto il bacino mediterraneo, nei Balcani e nelle più lontane aree orientali di interesse, così come mantenere rapido accesso ai teatri operativi meridionali ed orientali della NATO”, spiegano ancora gli analisti di ItaMilRadar. “La location siciliana offre anche vantaggi logistici e minori tempi di transito in comparazione con le basi del Nord, consentendo ai velivoli di trascorrere meno tempo in volo”.

“Il dislocamento si inserisce in uno schema ben consolidato”, annota ItaMilRadar. “L’Italia ha ripetutamente ospitato gli aerei AWACS della NATO durante i periodi di maggiore attività o con limiti stagionali, sottolineando il ruolo centrale di Roma all’interno dell’architettura di difesa aerea e missilistica e di intelligence dell’Alleanza. Poiché si intensificano le operazioni invernali, Trapani diviene ancora una volta un centro nevralgico delle capacità di preavviso e pronto intervento aereo della NATO, assicurando prontezza operativa intempi critici per la sicurezza regionale”. 

La prima operazione dallo scalo siciliano è stata lanciata la sera di sabato 20 dicembre, alle ore 20.30: un E-3A “Sentry” identificato con il codice NATO05 (registrazione LX-90448), dopo la partenza da Trapani ha puntato in direzione nord-est attraversando l’Italia e l’Europa centrale per poi raggiungere lo spazio aereo della Polonia. Sui cieli polacchi l’aereo ha svolto una lunga missione di nove ore, svolgendo una rotta di volo tipica di un mezzo militare predisposto allo svolgimento di missioni di preallarme e comando e controllo.

“Il tempo di sorvolo sulla Polona indica che si è trattato di una missione focalizzata sul mantenimento della consapevolezza situazionale in una delle aree più sensibili della NATO”, ha spiegato ItaMilRadar. “Fin dall’inizio della guerra in Ucraina, la Polonia è divenuta una pietra angolare del Fianco orientale dell’Alleanza, quale hub logistico e come paese in prima linea confinante con l’area più estesa di confronto con la Russia”.

“Ciò che distingue la missione del 20 dicembre è la scelta della base operativa”, aggiungono gli analisti. “Lanciare una sortita così lunga da Trapani sottolinea come il sud Italia sia sempre più impiegato come hub strategico che come semplice avamposto mediterraneo. Dalla Sicilia, gli AWACS NATO possono raggiungere l’Europa orientale mentre beneficiano di più stabili condizioni climatiche e di una minore congestione del traffico aereo in comparazione con le basi settentrionali, specialmente durante i mesi invernali. Ciò accresce sia la flessibilità operativa che l’efficienza dellemissioni”.  

Nei giorni precedenti alla missione dell’aereo radar decollato da Trapani verso la Polonia, nei cieli dell’Europa orientale si era registrato un intenso traffico di velivoli con e senza pilota delle forze aeree dei paesi membri dell’Alleanza, specie in quelli confinanti con l’Ucraina. In particolare erano stati monitorati i voli verso il Mar Nero dei grandi aerei ISR “Poseidon 8A” di US Navy e dei droni “Global Hawk” di US Air Force, tutti operativi dalla Stazione aeronavale siciliana di Sigonella.

“La NATO sta continuando a generare un flusso costante di missioni lungo le proprie frontiere orientali”, spiega ItaMilRadar. “Il volo di nove ore da Trapani si adatta perfettamente a questo schema, evidenziando come l’Alleanza sia in grado di proiettare la copertura aerea persistente delle operazioni di comando e controllo sul Fianco Est anche quando opera a centinaia di chilometri di distanza. Più di una sortita di routine, la missione del velivolo AWACS è un modo di far presente, e Trapani in particolare, che esse restano un fattore chiave dell’architettura di sorveglianza aerea della NATO in un momento in cui il monitoraggio dell’Europa orientale resta una priorità strategica”.

Gli AWACS della NATO vengono impiegati in operazioni di sorveglianza e riconoscimento sul fronte orientale a partire del marzo 2014, dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia e l’escalation bellica in Donbass, nell’ambito delle misure adottate dall’Alleanza a supporto delle forze armate ucraine.

Il ruolo dei velivoli radar NATO è ovviamente cresciuto dopo l’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. “Gli AWACS hanno condotto centinaia di voli per pattugliare i cieli lungo tutto il fianco orientale dell’Alleanza, incluso sul Mar Baltico e sul Mar Nero e hanno anche monitorato i cieli sull’Ucraina”, riporta l’ufficio stampa della NATO. “Durante questi voli gli AWACS sono stati in grado di monitorare gli aerei da guerra russi, individuare missili e osservare qualsiasi movimento delle unità navali, dei droni e dei carri armati. Queste attività consentono ai leader militari e politici dell’Alleanza di avere un quadro chiaro di ciò che sta accadendo in Ucraina e di poter osservare le minacce che interessano il territorio NATO.

A Birgi pure i grandi droni AGS della NATO

A sancire le sempre più strette relazioni logistico-operative tra le due maggiori installazioni militari siciliane, c’è la decisione della NATO Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force (NISRF) di utilizzare lo scalo di Trapani Birgi come base di supporto dei nuovi droni RQ-4D “Phoenix” del sistema AGS (Alliance Ground Surveillance), il cui hub di comando e controllo è stato insediato proprio a Sigonella. L’AGS con i suoi cinque velivoli a pilotaggio remoto RQ-4D “Phoenix” consente alla NATO di condurre ricognizioni aeree autonome in qualsiasi condizione atmosferica, giorno e notte, in una vastissima aera geografica che comprende l’Europa, il nord Africa e il Mediterraneo orientale.

Il primo rischieramento di un drone “Phoenix” AGS nella base trapanese risale al 10 dicembre 2024. “Ciò ha rappresentato un passo significativo nell’ampliamento della portata operativa e dell’adattabilità della NISR Force all’interno della cornice dintelligence della NATO”, ha dichiarato ilgenerale Andrew Clark, comandante della forza di sorveglianza interalleata. “Questo riuscito impiego a Trapani è una prova evidente dell’impegno e della professionalità del nostro personale e di quello del 37° Stormo dell’Aeronautica Militare italiana di stanza in questa installazione, nonché dei militari della forza AWACS NATO di Trapani. Espandendo la nostra presenza operativa, rafforziamo la nostra flessibilità nel fornire intelligence critica e supporto alle attività di sorveglianza della NATO e dei suoi stati membri, in qualsiasi momento e ovunque sia necessario.

Sempre secondo i massimi vertici della NISR Force, l’inclusione dello scalo di Trapani all’interno del proprio dispositivo di intelligence militare ha consentito il potenziamento delle funzioni e delle capacità operative. “La diversificazione delle basi consente a NISRF di svolgere ininterrottamente le attività di sorveglianza in tutte le regioni più critiche, via via che si evolvono le situazioni sul campo (…) L’uso di Trapani rende ancora più solide le missioni vitali ISR a supporto degli obiettivi collettivi alla sicurezza della NATO. 

Una piattaforma avanzata per gli aerei radar AWACS

Trapani Birgi è una delle basi operative avanzate (Forward Operations Bases) della NAEW&C (NATO Airborne Early Warning & Control) fin dalla sua costituzione nei primi anni Ottanta del secolo scorso. La NAEW&C è una delle forze di pronto intervento dell’Alleanza, insieme alla Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) e alla NATO Response Force (NRF). Il quartier generale della struttura di pronto allarme NATO è a Geilenkirchen, Germania. Le altre FOB sorgono ad Oerland(Norvegia), Aktion (Grecia) e Konya (Turchia).

Complessivamente sono 17 i paesi membri NATO che contribuiscono al programma NAEW&C: Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Turchia, Ungheria e Stati Uniti d’America. Canada, Finlandia, Francia e Lituania assegnano proprio personale militare a supporto dei velivoli radar E-3A “Sentry” AWACS.

Attualmente la flotta AWACS è composta da 14 aerei. Si tratta di velivoli modello Boeing 707appositamente modificati con l’installazione di un’ampia antenna radar sulla fusoliera. Radar e relativi sensori sono in grado di tracciare ogni contatto terrestre e/o areo su larghe distanze. I sistemi di bordo possono intercettare, identificare e seguire gli aerei potenzialmente ostili che operano a basse altitudini ed assicurare le operazioni di comando e controllo degli aerei alleati. Gli apparati radar possono tracciare ed identificare simultaneamente i contatti navali, fornendo il coordinamento a supporto delle forze di superficie. Le informazioni raccolte dagli AWACS possono essere trasmesse direttamente – via link digitaliagli utenti che operano in ambienti terrestri, aerei e navali.

Gli E-3A operano normalmente ad un’altitudine di circa 10 km.; ciò consente loro di monitorare costantemente uno spazio aereo con una copertura di oltre 312.000 km², individuando target fino a 520 km. o a 280 miglia nautiche di distanza. 

Enfaticamente denominati gli occhi del cielo della NATO, gli E-3A AWACS conducono un ampio raggio di missioni: dalla sorveglianza aerea in tempo di pace, il supporto anti-terrorismo, gli interventi di evacuazione di personale militare e di vigilanza di embarghi, ecc., fino a tutte le missioni di guerra. Essi assicurano il comando e il controllo dei velivoli aerei e dei cacciabombardieri durante le loro operazioni ed esercitazioni; il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso (SAR); il controllo delle unità di difesa missilistica con base terrestre; il supporto alle operazioni navali dentro definite aree marittime. 

In passato gli AWACS hanno avuto un ruolo chiave in alcuni dei più sanguinosi conflitti che le forze armate USA e NATO hanno lanciato in diverse aree del pianeta. Dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nell’agosto del 1990, alcuni di questi velivoli sono stati trasferiti in basi aeree della Turchia orientale per controllare il confine turco-iracheno e il traffico navale nel Mediterraneo orientale (Operation Anchor Guard). Le attività sono proseguite fino al marzo 1991.

Nel corso degli anni Novanta, gli AWACS NATO e ivelivoli radar di Francia, USA e Regno Unito hanno operato congiuntamente sullo spazio aereo dei Balcani a supporto delle missioni dell’Alleanza in Bosnia ed Erzegovina e in Kosovo (OperazioniDeliberate Force e Allied Force).

Determinante l’impiego della NAEW&C Force dopo l’11 settembre 2001 a sostegno delle operazioni lanciate dagli Stati Uniti d’America e dalla NATO in Medio oriente. Dal 2007 al 2016 gli aerei radar sono stati impiegati per le attività “anti-terrorismo” che l’Alleanza ha svolto in tutto il bacino mediterraneo (Operation Active Endeavour).Ancora più rilevante il ruolo degli AWACS nella campagna bellica scatenata da USA e alleati contro la Libia nel 2011 (Operation Unified Protector). “La NAEW&C Force ha assunto la funzione cruciale di comando e controllo di tutti gli assetti aerei alleati che hanno operato sulla Libia”, ricordano i vertici NATO. “Ciò ha incluso l’emanazione degli ordini tattici e dei compiti in tempo reale per i caccia da combattimento alleati, per i velivoli di sorveglianza e riconoscimento e quelli di rifornimento in volo, nonché per gli aerei senza pilota UAV. Gli AWACS hanno inoltre fornito supporto alle unità navali e ai sottomarini alleati rafforzando il sistema di embargo militare contro la Libia e le capacità di sorveglianza navale. Per la cronaca, la maggior parte degli attacchi aerei in territorio libico partirono al tempo proprio dallo scalo aereo di Trapani Birgi.

Dal 2011 fino al 2014, alcuni aerei radar NATO sono stati trasferiti nella base di Mazar-e Sharif in Afghanistan, a supporto dell’International Security Assistance Force (ISAF), assicurando la copertura dello spazio aereo del paese e il sostegno alle attività da combattimento, interdizione del campo di battaglia, ricerca e soccorso del personale militare, trasporto aereo tattico. (8) Come abbiamo già visto, dal 2014 ad oggi i velivoli radar della forza di “pronto allarme” NATO vengono impiegati sul fronte di guerra russo-ucraino.

Una scuola di guerra mondiale per i piloti degli F-35

A Trapani Birgi, agli E-3A “Sentry” AWACS e ai droni RQ-4B “Global Hawk” AGS della NATO si aggiungeranno presto anche i cacciabombardieri di quinta generazioneF-35 “Lightining II”. Il Ministero della Difesa italiano ha annunciato infatti l’avvio dei lavori di ampliamento della grande base siciliana in vista della realizzazione di un Centro di formazione dei piloti dei paesi che si sono dotati o intendono dotarsi di questi velivoli a capacità nucleare.

La Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA) ha impegnato 112,6 milioni di euro su un arco temporale quinquennale, per la creazione del centro di addestramento avanzato, destinato a diventare un punto di riferimento non solo per l’Aeronautica Militare, ma per tutti i partner mondiali del programma JSF (Joint Strike Fighter, così come viene indicato il velivolo da guerra F-35).

Secondo il periodico specializzato Ares, il Ministero della Difesa realizzerà a Trapani Birgi la terza Main Operating Base (MOB) per la flotta F-35 in dotazione all’Aeronautica Militare, affiancandola alle basi di Amendola (Foggia) e Ghedi (Brescia). “Il progetto su Trapani è però più ambizioso e mira a istituire un vero e proprio ecosistema operativo e formativo”, aggiunge Ares. “Il piano prevede infatti la coesistenza di tre realtà distinte ma integrate: un Gruppo Volo Operativo nazionale (ITAF OPS Squadron), un Gruppo Volo Internazionale Addestrativo (PTC Squadron) e il Centro di Addestramento Comune (LTC) oggetto dell’attuale contratto (…) L’obiettivo è intercettare la crescente domanda di addestramento dei paesi NATO ed europei, istituendo in Italia il primo Pilot Training Center per F-35 al di fuori dei confini statunitensi”.

Ad oggi i Paesi che hanno acquistato o hanno espresso l’intenzione di dotarsi del caccia F-35, oltre a Stati Uniti d’America e Italia sono: Arabia Saudita, Australia, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Germania, Giappone, Grecia, Israele, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Singapore, Spagna, Svizzera, Thailandia e Turchia.

Sotto il profilo amministrativo, il Ministero della Difesa ha affidato i lavori di realizzazione del Pilot Training Center al Raggruppamento Temporaneo di Imprese formato dall’italiana Leonardo S.p.A. e dal colosso statunitense Lockheed Martin. “La scelta – spiega ancora Ares - è dettata da vincoli tecnologici e normativi stringenti. Lockheed Martin è infatti l’unico soggetto titolato a distribuire i simulatori del programma JSF, mentre Leonardo è stata individuata dal costruttore americano come l’unica realtà industriale nazionale in possesso delle competenze e delle autorizzazioni (tramite accordi approvati dal governo USA) per gestire i dati ingegneristici classificati necessari all’opera”.

La Difesa ha già predisposto il cronogramma per il completamento del progetto nell’installazione siciliana: la prima capacità di training a bordo degli F-35 prenderà il via entro dicembre 2028, mentre il completamento dell’edificio che ospiterà il centro scuola è previsto entro il 1° luglio 2029.