Il giudizio di Scurria sulle motivazioni addotte per le dimissioni è tranchant: un insulto all'intelligenza dei messinesi dietro cui si celerebbero arroganza e disinteresse per il bene comune. L'accusa principale è quella di aver "piegato" Messina agli interessi di un gruppo di potere che userebbe la città come un trampolino per altri scopi politici. "Irresponsabilità e disprezzo. Un solo obiettivo: usare Messina per gli scopi politici del capo."