Non c’è tempo per i saluti, e nemmeno per le lacrime di soccorso. A Palazzo Zanca, dopo che il sindaco Federico Basile ha rassegnato le dimissioni sabato 7 febbraio nelle mani della segretaria generale Rossana Carrubba, l’aria si è fatta elettrica.
La FP CGIL, con una nota firmata dal responsabile Giuseppe Previti, non fa sconti, puntando il dito contro i "ritardi cronici" di un’amministrazione che rischia di lasciare i dipendenti al palo proprio mentre la nave affonda.
Il countdown dei 20 giorni
La strategia del sindacato è chiara: sfruttare la finestra dei 20 giorni prevista dalla legge prima che le dimissioni diventino irrevocabili. Il destinatario del "messaggio" è il direttore generale Salvo Puccio. A lui la CGIL ricorda non solo il ruolo di presidente della delegazione trattante, ma anche le voci di una sua possibile candidatura a sindaco nella vicina Giardini-Naxos. Tradotto: prima di pensare al futuro politico, bisogna onorare i debiti con chi ha mandato avanti la baracca.
La lista della spesa (arretrata)
Le richieste sono un elenco di promesse finora rimaste sulla carta: progressioni economiche (PEO) con pubblicazione immediata della graduatoria 2024 (e relativo pagamento entro 10 giorni) e avvio di quella per il 2025; salario accessorio: liquidazione entro marzo di tutte le indennità maturate nel 2025 (disagio, rischio, turnazione e reperibilità); produttività e carriere: accelerazione sulla Performance 2025 e completamento delle progressioni verticali previste dal piano triennale (PIAO).
Il paradosso dello Smart Working
Ma non è solo una questione di soldi. La CGIL denuncia un "rallentamento enorme" sui regolamenti per il Lavoro Agile e la Pronta Reperibilità. Mentre persino la Conferenza delle Regioni spinge per la conciliazione vita-lavoro, a Messina sembra che qualcuno remi contro. Per non parlare delle Elevate Qualificazioni (le ex P.O.): mai istituite a Palazzo Zanca, a differenza di quanto accaduto nella vicina Città Metropolitana, lasciando i dipendenti meritevoli senza riconoscimento professionale.
L'ombra del Commissario
Il timore del sindacato è il "vuoto". Se Basile confermerà l’addio, l’arrivo di un commissario regionale potrebbe tradursi in un blocco contabile e amministrativo. Una paralisi che i lavoratori di Palazzo Zanca, definiti "fortemente penalizzati" nonostante gli elogi di facciata degli assessori e dell'ex sindaco Cateno De Luca, non sono disposti ad accettare. La partita si gioca ora: o si chiudono le pendenze, o il dopo-Basile sarà un deserto di diritti per chi resta.