LA CAMPAGNA ELETTORALE ABBIA INIZIO: IL SINDACO BASILE, “MESSINA HA BISOGNO DI CORRERE”. DE LUCA, “NON HO CEDUTO AI RICATTI”
Questo pomeriggio nella Galleria Vittorio Emanuele il primo cittadino Federico Basile insieme al fondatore di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, ha ribadito i motivi della scelta di rassegnare le proprie dimissioni, proponendo il bilancio di un’attività amministrativa che ha trasformato il volto della città. A denunciare, invece un sistema politico regionale che avrebbe voluto "barattare" il futuro di Messina in cambio di poltrone e alleanze, Cateno De Luca.
Federico Basile: "Dimissioni coraggiose, si apre la fase 3"
Il sindaco di Messina ha rivendicato con forza il lavoro svolto dal 2022 a oggi, sottolineando come la sua scelta non sia un segno di resa, ma un atto di coraggio con l’obiettivo di ridare slancio a un’azione amministrativa appesantita da ostruzionismi d’aula.
"Abbiamo trasformato realtà frammentate in eccellenze come dimostrato, ad esempio, dalla Messina Social City, un modello che ora vogliamo esportare anche a livello metropolitano per dare stabilità ai lavoratori e sottrarli al precariato delle cooperative," ha dichiarato Basile ricordando come l’azione di governo sia stata rallentata da logiche politiche interne.
"Gli atti vanno votati per coscienza, non per colore. Abbiamo subito rinvii infiniti su delibere fondamentali. Mi dimetto per amore della città: se fossi stato un sindaco attaccato alla poltrona, sarei rimasto fermo. Ma Messina ha bisogno di correre”, ha spiegato ancora.
A dimostrarlo i risultati concreti che delibera dopo delibera la città ha prodotto. "Nel 2018 la città era al collasso, in dissesto. Oggi siamo un modello per il sistema di trasporto pubblico locale, la spazzatura non è nelle strade, i cantieri sono aperti perché è una città che cambia e cresce. Abbiamo superato la fase della conquista della normalità, ora inizia quella strategica”, ha sottolineato ancora.
Cateno De Luca: "non ho ceduto ai ricatti, ho detto no al posto nella giunta Schifani"
Durissimo l'intervento di Cateno De Luca, che ha svelato i retroscena dei rapporti con il governo regionale di Renato Schifani e il vero motivo del "patto di non belligeranza" siglato per il bene del territorio.
"Abbiamo garantito l’agibilità politica in aula a Renato Schifani in cambio dello sblocco dei finanziamenti per Messina.
Poi è arrivata la proposta di entrare in giunta in cambio di un'apertura su Messina.
Abbiamo detto no: Messina non si tocca. Chi è uscito a calci in culo dal Palazzo Municipale non rientra dalla finestra.
Io mai avrei svenduto la città per un posto di assessore nella giunta Schifani. Questo lo ribadisco a caratteri cubitali: NON MI FACCIO RICATTARE da nessuno ed ho detto NO!" ha dichiarato il leader di Sud Chiama Nord snocciolando i numeri di quella che definisce una rivoluzione contabile e gestionale.
"Abbiamo ottenuto 136 milioni di euro in un anno per la città di Messina. Abbiamo chiuso il 'bancomat' delle partecipate che abbiamo ereditato nel 2018, quando i cassonetti bruciavano e i servizi sociali erano al guinzaglio e ora le nostre società erogano servizi importanti”, ha spiegato ancora Cateno De Luca puntando il dito contro i rappresentanti locali del centrodestra, Pino Galluzzo e Nino Germanà.
"Dov'eravate quando i finanziamenti erano bloccati dal governo di Nello Musumeci? Parlate di isolamento, ma noi con la sola forza della competenza abbiamo portato a casa risorse storiche per la città dal trasporto Pubblico Locale e alla stabilità finanziaria”, ha spiegato ancora.
Sul futuro immediato di Messina è Basile a rassicurare le centinaia di persone presenti all’incontro.
“Il commissariamento sarà breve ma la città non si fermerà e l'attività ordinaria proseguirà. Chiedo ai messinesi una fiducia consapevole: non abbiamo paracadute politici, il nostro unico interesse è proseguire insieme il processo di cambiamento della città che abbiamo avviato nel 2018. Adesso è il momento di fare quell'ulteriore salto per concretizzare la nostra strategia”.