16 Febbraio 2026 Politica e Sindacato

Messina, conti in ordine: al centro dell’incontro di Sud chiama Nord il percorso di risanamento

I progressi sul fronte finanziario sono stati al centro della conferenza stampa settimanale di Sud chiama Nord alla presenza del sindaco di Messina Federico Basile, l’ex sindaco di Messina e leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, l’assessore Roberto Cicala e il direttore generale Salvo Puccio. Nel confronto con i giornalisti sono emersi numerosi temi di rilievo: dalla Tari all’Imu, dal rafforzamento delle attività di riscossione alla digitalizzazione degli uffici, fino al piano di riequilibrio che ha caratterizzato gli ultimi anni dell’amministrazione.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre ufficializzato l’ingresso nel movimento di Gabriele Arcovito, presentato come nuovo componente della squadra.

Basile: “Da qui è partito tutto il lavoro dell’amministrazione”

Il sindaco Federico Basile ha ricostruito le tappe principali del percorso di risanamento, definendolo la base su cui è stato possibile costruire ogni altra iniziativa amministrativa. “Se non avessimo messo in campo le manovre di riequilibrio – ha spiegato – oggi non avremmo potuto programmare nulla”. Un cammino iniziato nel 2013 con il commissario Croce, proseguito con l’approvazione del piano nel 2014 e più volte rimodulato fino alla svolta del 2018. Nell’agosto 2023 è arrivato anche il via libera della Corte dei Conti. Basile ha sottolineato come dietro quelli che possono sembrare “numeri freddi” si nasconda la struttura portante dell’azione amministrativa. Ha poi affrontato il tema delle partecipate e dei debiti non più in capo al Comune, evidenziando come per anni l’ente abbia sopportato pesi derivanti da gestioni precedenti.

“Oggi – ha precisato – restano circa 7 milioni e 200 mila euro di debito distribuiti su 700 creditori. È il punto da cui ripartire per completare il percorso”.

Cicala: “Recupero evasione e controlli mirati, così cambia la riscossione”

Accanto al sindaco, l’assessore Roberto Cicala e il direttore generale Salvo Puccio. Cicala ha illustrato le azioni intraprese in materia di tributi e recupero dell’evasione, a partire dalla lotta ai cosiddetti “contribuenti fantasma” e alle superfici dichiarate in modo non corretto. “Abbiamo riorganizzato un sistema che non disponeva di banche dati complete né di strumenti adeguati”, ha spiegato, ricordando l’introduzione di un software unico per la gestione tributaria durante la fase del “Salva Messina”. Le verifiche capillari hanno portato, nel 2024, a una riduzione della Tari superiore al 33%, mentre parallelamente sono stati effettuati controlli anche sull’Imu. La raccolta differenziata porta a porta ha contribuito a far emergere un numero significativo di utenze non censite. I dati mostrati evidenziano un incremento deciso dell’attività di accertamento: dai 33,02 milioni complessivi del quinquennio 2013-2017 (Imu e Tari) ai 108,35 milioni del triennio 2023-2025. Migliorata anche la capacità di riscossione, con una tariffa media oggi leggermente inferiore rispetto a quella di molte altre città italiane.

Entrate in crescita e innovazione digitale

Secondo Cicala, l’aumento della riscossione ha permesso di abbassare ulteriormente la Tari, con un calo complessivo del 35% rispetto al 2022-2023 e un’ulteriore lieve riduzione prevista nel 2026. L’obiettivo dichiarato è raggiungere i 100 milioni di incasso: nel 2024 e 2025 si è arrivati rispettivamente a 92,2 e 92,5 milioni. Determinante anche il rafforzamento del Centro Elaborazione Dati e il processo di digitalizzazione. Il direttore generale Salvo Puccio ha parlato di “scommessa vinta” grazie ai fondi del PN Metro Plus: “Non abbiamo acquistato solo strumenti, ma competenze”. Messina è salita dal 91° al 14° posto nella classifica nazionale sulla digitalizzazione dei servizi. Tra i progetti avviati figurano Poseidon, basato sull’intelligenza artificiale, M@gis con oltre mille telecamere attive sul territorio, i portali per la gestione delle multe, i servizi PagoPA e i nuovi siti istituzionali.

De Luca: “I numeri raccontano la verità”

A chiudere l’incontro è stato Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord ed ex sindaco. Ha ricordato la fase del “Salva Messina” e le cinque versioni del piano di riequilibrio tra il 2013 e il 2018, con una massa debitoria in costante aumento. “Dal 1980 in poi i debiti hanno nomi e cognomi”, ha affermato, sostenendo che la vera lettura politica si misuri attraverso i bilanci. Ha poi rivendicato la creazione di una banca dati nel 2022 per fissare nero su bianco la situazione finanziaria della città, e ha invitato a non farsi distrarre dalle polemiche: “La storia la scrivono i numeri”.

La gestione delle partecipate e la riduzione dell’esposizione

De Luca ha ricordato la scelta di includere nel quadro complessivo anche le società partecipate, parlando di una strategia che ha evitato il dissesto. La massa debitoria complessiva presa in esame nel 2022 era pari a 552 milioni, di cui 382 milioni di debiti censiti e 170 milioni di impegni tecnici. Dopo la rimodulazione e le indicazioni della Corte dei Conti, il piano effettivo è stato rideterminato in 95 milioni, escludendo alcune posizioni legate a realtà come Atm azienda speciale, Ato3 e Messina Ambiente per via del divieto di soccorso finanziario. “Abbiamo ridotto drasticamente l’esposizione in pochi anni, anche durante il Covid”, ha affermato, evidenziando come oggi residuino poco più di 10 milioni di euro rispetto ai 95 iniziali.

“Risorse ai debiti senza fermare i servizi”

Basile ha rimarcato che il pagamento delle passività ha comportato la destinazione di somme importanti che avrebbero potuto essere impiegate per nuovi servizi, pur mantenendo standard qualitativi elevati. De Luca ha parlato di “miracolo amministrativo”, sostenendo che la città sia riuscita a evitare il collasso finanziario. Oggi restano circa 10 milioni di debiti classificati come prioritari e 75 milioni sospesi, a fronte dei 150 iniziali. “Non esiste alcuna bomba pronta a esplodere – ha concluso –. I numeri dimostrano che il percorso intrapreso ha dato risultati concreti e che l’amministrazione ha la solidità necessaria per affrontare anche le criticitàancora aperte”.