27 Febbraio 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Messina, maxi sequestro della Guardia di Finanza: 540 chili di pesce senza tracciabilità

Cinque quintali di prodotti ittici privi di qualsiasi documentazione sulla tracciabilità sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione condotta dalla Stazione Navale di Messina, sotto il coordinamento del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo. In totale, i militari hanno sottoposto a sequestro 540 chilogrammi di pescato sprovvisto di indicazioni obbligatorie relative alla zona di pesca e all’operatore responsabile della cattura. L’operazione rientra in un più ampio dispositivo di controllo attuato lungo le principali arterie stradali che collegano il mare ai centri urbani, con particolare attenzione alle aree portuali e ai punti di approdo dello Stretto.

Sanzioni per due aziende del settore

Le Fiamme Gialle hanno notificato le previste sanzioni amministrative ai soggetti ritenuti responsabili delle violazioni, mentre sono in corso ulteriori approfondimenti di polizia economico-finanziaria per verificare la posizione fiscale delle società coinvolte. Secondo quanto emerso, il pescato veniva trasportato su automezzi refrigerati, spesso in orario notturno. In alcuni casi i veicoli erano privi di segni distintivi; in altri, al contrario, riportavano le insegne di aziende ittiche specializzate nel trasporto e nella distribuzione nella Sicilia orientale, presumibilmente per eludere i controlli sulla filiera del sommerso.

Il pescato donato in beneficenza

L’idoneità al consumo umano, certificata dal competente servizio sanitario, ha consentito la consegna dell’intero carico a enti caritatevoli e associazioni di beneficenza operanti sul territorio peloritano. Un epilogo positivo sotto il profilo sociale, che ha trasformato un’operazione di contrasto all’illegalità in un’occasione di sostegno concreto per le fasce più fragili della popolazione.

Controlli serrati tra mare e terra

Il servizio si inserisce nell’ambito dell’azione regionale della Guardia di Finanza per la tutela del contribuente, il contrasto all’illegalità economica e la salvaguardia degli imprenditori onesti, oltre che per la repressione degli illeciti in materia ittica e ambientale, sia a terra che in mare. La costante presenza delle unità navali nello Stretto e la sinergia con i reparti territoriali confermano l’attenzione delle autorità verso un settore delicato come quello della pesca, dove la tracciabilità rappresenta uno strumento fondamentale per garantire trasparenza, sicurezza alimentare e concorrenza leale.