28 Febbraio 2026 Politica e Sindacato

La nota di RispettoMessina: Nomine Amministratori Unici per le Società Partecipate. Perché non è stato fatto nelle due Amministrazioni De Luca-Basile?

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “RispettoMessina”.

La nomina degli amministratori delle Società Partecipate comunali è effettuata dal Sindaco sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale, secondo la normativa vigente, ma pur sempre "uti socius" e non "iure imperii"; ovvero dal Sindaco nella qualità di socio unico e non mediante una nomina "fiduciaria", ma con una delibera approvata dall’Assemblea dei Soci delle Società in oggetto, anche in caso di socio unico.

Sarebbe quindi interessante conoscere, riguardo ai nuovi incarichi affidati dal Sindaco Basile l’ultimo giorno in cui è rimasto in carica, se siano state rispettate tali condizioni con regolare convocazione e svolgimento dell’Assemblea dei Soci delle Società Partecipate, in cui nominare un Amministratore Unico al posto dei CDA formati da un Presidente e due componenti.

Ma, sempre in riferimento alle leggi vigenti che fanno riferimento alla "spending review", sorge spontanea un’altra domanda.

Se l’Amministratore Unico nelle Società Partecipate è l’organo di gestione ordinaria e di rappresentanza legale che viene scelto per garantire il contenimento dei costi di gestione, come mai non si sia fatto ricorso a tale figura suggerita dalle leggi e si è preferito, invece, nominare consigli di amministrazione con più soggetti?

Perché questo è avvenuto nel periodo delle Amministrazioni De Luca e Basile, in cui non solo è aumentato il numero di Società Partecipate, Aziende Comunali e Fondazioni, con la creazione anche di autentici doppioni, ma, nonostante la legge Madia sia ancora in vigore e non sia stata revocata, non si è proceduto, per risparmiare, alla nomina di Amministratori Unici, preferendo nominare consigli di amministrazione con Presidenti e componenti, con un evidente aggravio dei costi.
Anche perché tutto questo è stato fatto con soldi pubblici, ovvero di noi cittadini.