3 Marzo 2026 Politica e Sindacato

Il bilancio sugli eventi organizzati in città negli ultimi anni dell’ex assessore Finocchiaro

Non solo concerti e spettacoli di richiamo nazionale, ma anche grandi produzioni televisive, festival dedicati al gusto e competizioni sportive capaci di attirare pubblico da tutta Italia. Negli ultimi anni Messina ha puntato su un calendario ricco e diversificato di appuntamenti per rafforzare la propria immagine e trasformarsi da città di passaggio a meta scelta per eventi e intrattenimento. Questo il bilancio tracciato stamane dall’amministrazione uscente guidata da Federico Basile, con un focus particolare sull’attività dell’assessorato agli Spettacoli e Grandi Eventi affidato a Massimo Finocchiaro dal 2018 in avanti.

Basile: “Oggi siamo una meta, non più solo un passaggio”

Come di consueto, ad aprire l’incontro è stato l’ex sindaco Federico Basile, candidato di Sud chiama Nord, che ha rivendicato il cambio di passo della città: “Messina non è più una tappa di transito ma una vera destinazione. Non grazie a un singolo evento, bensì a un sistema strutturato di appuntamenti musicali e sportivi che è diventato stabile”. Dal 2018, ha spiegato, il percorso si è fondato sulla riqualificazione degli spazi. Tra gli interventi ricordati, la sistemazione del PalaRescifina e dello Stadio San Filippo – Franco Scoglio, lavori finanziati anche grazie agli introiti dei concerti. “Non bastano le location – ha sottolineato – serve una macchina organizzativa efficiente e una comunità che lavori in sinergia”. Basile ha inoltre richiamato la nascita del marchio “Messina Città della Musica”, lanciato nel 2018 durante l’amministrazione De Luca, come elemento identitario capace di rafforzare l’immagine esterna del territorio.

Finocchiaro: “Siamo partiti da una situazione difficile”

Massimo Finocchiaro ha ripercorso le tappe del suo mandato, ricordando le criticità iniziali: “Nel 2018 la giunta De Luca ha trovato condizioni complesse. Si è avviato un percorso di riorganizzazione, poi interrotto dall’emergenza Covid. Nonostante ciò, abbiamo continuato a programmare”. Proprio durante la pandemia sono stati avviati confronti con l’Agenzia per la Coesione per sostenere il tessuto produttivo, da cui è nata la Pmi Card a supporto delle piccole e medie imprese. Tra gli eventi citati, la tappa di MasterChef Italia, che ha acceso i riflettori sulle eccellenze locali, e le iniziative promosse insieme a Slow Food, come “Mangia e Cambia”. Ampio spazio anche allo Street Food Fest, capace di totalizzare oltre un milione di visualizzazioni sui social, e alla partecipazione al Vinitaly con tre Doc del territorio: Faro, Mamertino e Malvasia. Tra le intuizioni mediatiche, l’approdo di Calciomercato – L’Originale, che per cinque giorni ha raccontato la città in diretta nazionale, tra collegamenti dal museo con il Caravaggio sullo sfondo e tappe sul litorale cittadino.

Sport e grandi eventi internazionali

Tra gli appuntamenti più complessi, Finocchiaro ha ricordato l’evento Red Bull con protagonista Jaan Roose, impegnato in una traversata su fune sullo Stretto: un’iniziativa seguita da 49 milioni di spettatori nel mondo. Spazio anche al mondiale di tiro al volo specialità Elica a Castanea, ai campionati italiani di tennistavolo, al rally del Tirreno, al beach volley in Piazza Duomo, al 125° anniversario dell’Acr Messina e alle esibizioni delle Frecce Tricolori. Secondo i dati richiamati dall’ex assessore, la città ha migliorato il proprio posizionamento nelle classifiche del Il Sole 24 Ore, con progressi significativi soprattutto negli indicatori legati all’impiantistica e allo sport paralimpico.

Concerti e ricadute economiche

Sul fronte musicale, Finocchiaro ha evidenziato la crescita del numero di live ospitati allo stadio: dai due concerti del 2022 agli attuali sei o sette l’anno, grazie a una razionalizzazione dei costi di allestimento condivisa con le produzioni. Eventi come quelli di Ultimo e Marco Mengoni hanno generato un incremento della spesa in città stimato tra il 14% e il 15% nei giorni a ridosso degli spettacoli, con migliaia di presenze provenienti da fuori regione. Complessivamente, l’indotto dei concerti si attesterebbe tra i 500 e i 600 mila euro annui per le casse comunali, oltre ai benefici per strutture ricettive e attività commerciali. Tra le misure annunciate a sostegno delle imprese, sconti sulla Tari, riduzioni della tassa di occupazione del suolo pubblico e fondi dedicati a startup e aziende esistenti.

De Luca: “Dalla ‘non città’ a un’identità riconoscibile”

In chiusura è intervenuto Cateno De Luca, che ha ricordato le difficoltà iniziali del 2018 parlando di una Messina definita allora “non città”, segnata da criticità strutturali e finanziarie. “Oggi – ha affermato – esiste un brand e un’identità precisa. Il percorso non è stato semplice, ma la programmazione ha dato i suoi frutti”. Un ultimo passaggio è stato dedicato al turismo crocieristico: l’obiettivo dichiarato è rafforzare l’attrattività urbana affinché i visitatori possano scegliere di fermarsi in città, senza considerarla solo punto di partenza verso altre mete.