11 Marzo 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Daniela Zinnanti, vittima di femminicidio a Messina: alla Camera dei deputati un minuto di silenzio e polemiche

Un minuto di silenzio è stato osservato dall’Aula della Camera in ricordo «di Daniela Zinnanti e di tutte le vittime di femminicidio», come chiesto dalla deputata M5s, Gilda Sportiello.

Alla richiesta si è associata poi la deputata FdI Carolina Varchi che ha chiesto «di andare fino in fondo per verificare cosa non abbia funzionato perché si sia arrivati a una morte che era da evitare». Michela Di Biase, deputata del Pd, unendosi alla richiesta ha sottolineato la necessità di un «monitoraggio sulle misure restrittive» e ha ricordato la legge sul femminicidio, «una norma che da sola non è sufficiente davanti a quello che accade» e ha ribadito «non basta continuare a immaginare solo misure punitive che arrivano quando il reato è compiuto. A un attento monitoraggio delle leggi bisogna fare seguire attenzione a questi temi nelle scuole».

Parole, quelle dell’esponente dem, che provocano la reazione di Laura Ravetto, deputata della Lega: «Spiace vedere che in questa Aula si utilizzino vicende come questa per polemizzare. Questo Parlamento e questo governo sono assolutamente in prima linea per la salvaguardia della donna. L'omicida era sottoposto a braccialetto elettronico e ai domiciliari. Non è tanto una questione di legge ma della loro applicazione».

Per Luana Zanella di Avs, «la tragedia colpisce tutta la comunità che in questi anni si è mossa per contrastare il femminicidio e la violenza sulle donne. Mi sorprende che siano solo le donne, e basta vedere la composizione della commissione sul Femminicidio, quanto il fenomeno interessa soprattutto gli uomini. La proposta di lavorare nelle scuole non è una provocazione. E’ un problema di resistenza al cambiamento degli uomini. Le donne hanno fatto di tutto e di più per spingere gli uomini ad accogliere la necessità di una trasformazione. Non c'è abbastanza assunzione di responsabilità per una trasformazione della forma mentis». Rita Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia, interviene per dire che «è tutto da riportare al rispetto che si deve sempre a un essere umano. Rispetto lo impari a scuola, ma lo impari soprattutto a casa. Se a casa vedo un sorriso, un abbraccio, e non violenza da parte di un compagno su una compagna». Anche Martina Semenzato, presidente della Commissione Femminicidio, interviene nel confronto per difendere il lavoro svolto: «Non ci deve essere strumentalizzazione. Stiamo facendo un grande lavoro sui braccialetti elettronici, un lavoro che coinvolge polizia, magistrati e procuratori. Uomini violenti non devono stare a casa, non devono avere la possibilità di avvicinarsi alle donne ma devono essere in una misura custodiale molto più stringente».
Infine il presidente di turno, Giorgio Mulè: «Noi oggi siamo sgomenti rispetto a quello che è accaduto a Messina. Lo avete detto chiaramente, in questo momento, con il cuore lacerato per quello che è accaduto, accolgo volentieri la vostra richiesta. E’ bello farlo davanti agli studenti dell’Istituto Leonardo Da Vinci che sono presenti in Aula».