«Portavo più di mille euro al giorno». Il giro d’affari del traffico di droga smantellato dai carabinieri
Più di mille euro al giorno. È quanto avrebbe fruttato il traffico di droga gestito da un’organizzazione sgominata dall’operazione dei carabinieri della Compagnia di Milazzo sfociata in 17 arresti. Un sodalizio diretto, secondo le indagini dei carabinieri, da Carmelo Benenati e Luigi Crescenti, dedito al traffico e alla cessione di cocaina, hashish e crack nell’area compresa tra i Comuni di Milazzo, San Filippo del Mela, Merì, Barcellona e l’isola di Vulcano. Al blitz, nel corso del quale sono state eseguite alcune perquisizioni, hanno preso parte anche i carabinieri dello Squadrone Sicilia, i cani antidroga dell’unità cinofila di Pedara e Villagrazia di Carini e c’è stato il sostegno di un velivolo del 12esimo Nucleo elicotteri di Catania.
Tra le pagine dell’ordinanza del gip Salvatore Pugliese c’è un’intercettazione che raccoglie lo sfogo di uno degli indagati che diceva alla sua interlocutrice di aver portato più di mille euro al giorno.
Attraverso le intercettazioni gli investigatori ricostruiscono una serie di eventi avvenuti tra novembre e dicembre 2023 che, secondo il gip, dimostrerebbero l’operatività di un gruppo che era in grado di rigenerarsi e riorganizzarsi nonostante gli interventi delle forze dell’ordine.
Un episodio citato nell’ordinanza, è quello quando militari intercettarono Vincenzo Rodriquez a bordo di un’auto nei pressi del casello di Milazzo. Ne scaturiva un inseguimento che si concludeva con un impatto frontale a Torregrotta e con Rodriquez che riusciva a fuggire a piedi. Nel frattempo Crescenti e Benenati preparavano la “staffetta”. Dalle intercettazioni gli investigatori capiscono che l’inseguimento era stato seguito praticamente in diretta da Benenati che avrebbe invitato Rodriquez a staccare la telefonata e cancellare tutto.
Sempre attraverso le intercettazioni emergono le tensioni tra Giuseppe Murabito e Crescenti per un debito che avrebbe avuto con i “santalucioti” quelli cioè di Santa Lucia sopra Contesse.
I passaggi sono ricostruiti dal gip: Crescenti rinfacciava a Murabito un debito di 3500 verso i fornitori di Santa Lucia sopra Contesse dicendo che i “santalucioti” lo stavano cercando. Subito dopo sfogandosi con una persona che lo accompagnava Giuseppe si lamentava e rivendicava la sua autonomia dicendo quanto era stato in grado di portare in precedenza: gli portavo più di mille euro al giorno a loro hai capito.
Intanto ieri mattina sono cominciati gli interrogatori delle 17 persone arrestate. Davanti al gip Salvatore Pugliese, alla presenza dei difensori, sono comparsi in otto, ma hanno fatto praticamente scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere. Presenti agli interrogatori anche il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Francesco Massara e la sostituta procuratrice della Procura di Barcellona Dora Esposito che hanno coordinato le indagini dirette dal procuratore Antonio D’Amato. Oggi gli interrogatori proseguono per sentire gli altri arrestati, alcuni saranno interrogati per rogatoria. Nella difesa sono impegnati gli avvocati Pietro Ruggeri, Giuseppe Ciminata, Giuseppe Bonavita, Sebastiano Campanella, Pinuccio Calabrò, Gaetano Pino, Alfio Chirafisi e Diego Lanza.
La gestione della piazza di spaccio nell’Isola di Vulcano
Uno dei filoni d’indagine seguiti dai carabinieri della Compagnia di Milazzo riguarda anche un giro dello spaccio di droga nell’isola di Vulcano. Un giro che sarebbe stato gestito da Antonino Gitto che si sarebbe interessato anche personalmente dell’acquisto della merce.
Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori è finito, in particolare, un passaggio di denaro ma anche i rapporti con il gruppo gestito da Benenati e Crescenti. Vicende trattate in un passo dell’ordinanza del gip Pugliese che ricostruisce una serie di fatti.
I carabinieri scoprono i contatti con Benenati grazie alle intercettazioni. In particolare il riferimento è a una conversazione del 6 febbraio 2024 nel corso del quale si parlava di una “pietra”. Secondo gli investigatori si trattava di una fornitura di crack. Al telefono Benenati specificava di trovarsi a casa di Murabito. Gitto confermava di essere diretto a Messina per l’approvvigionamento, utilizzando il linguaggio in codice del settore edile dicendo che doveva andare a caricare la pittura e che si potevano smezzare il fusto. Secondo chi indaga si concordava una futura spartizione della merce. A fornire un riscontro agli investigatori le celle telefoniche che lo hanno localizzato nei rioni di Giostra e Santa Lucia sopra Contesse e successivamente è stato ripreso mentre entrava nell’abitazione di Murabito.
A completare il quadro anche una serie di pagamenti avvenuti in pochi mesi. Dall’analisi della carte ricaricabili e dei conti bancari di Gitto è emerso che, nel periodo tra marzo e settembre 2023, questi ha versato ad Alessio Chillari un importo totale di 13.440 euro somma che, secondo il gip, non si può giustificare se non come pagamento per un’attività illecita. Quel versamento infatti- come emerge dall’ordinanza- non sarebbe altrimenti giustificabile e dimostrerebbe che l’influenza del sodalizio andava ben oltre il territorio di Milazzo. A confermarlo sarebbero anche alcune contenuti estratti dal suo telefonino dove è stata trovata, su un’applicazione di conversazione, un colloquio e un video nel quale si vedeva la cocaina su un bilancino elettronico e messaggi rivolti a Chillari.