La GR Costruzioni sequestrata per mafia. Ha svolto lavori alla base di Sigonella
Una ditta in odore di mafia, la barcellonese GR Costruzioni, che in passato ha svolto lavori in subappalto perfino alla base Nato di Sigonella, oltre che nei comuni di Messina e Barcellona. Fatturando milioni di euro. Adesso però lo scenario è cambiato e gli investigatori della Dia di Messina con il supporto dei carabinieri della Compagnia di Barcellona, hanno notificato alla GR Costruzioni srl, con sede legale a Torregrotta, un decreto di sequestro emesso dalla sezione misure di Prevenzione del tribunale di Messina, dopo la richiesta avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore Antonio D’Amato. A Messina la ditta, tra l’altro, a suo tempo ha vinto l’appalto per la sostituzione del parquet ammalorato di piazza Cairoli.
Il sequestro riguarda l’azienda che opera nel settore edile, il cui valore complessivo è stimato intorno ai 2 milioni di euro. Secondo quanto emerso dalle indagini economico-finanziarie condotte dalla Dia e dagli accertamenti dei carabinieri, l’impresa è indirettamente riconducibile al barcellonese 66enne Domenico Giuseppe Molino, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa, legato alla famiglia barcellonese, nell’ambito dell’operazione “Gotha 7” e genero del boss Filippo Milone. Molino è ritenuto «vicino» al clan dei barcellonesi, con cui avrebbe fatto affari fin dagli anni ’90. Ha anche partecipato a suo tempo al matrimonio del boss barcellonese Giuseppe Gulotti, e i pentiti Carmelo D’Amico, Santo Gullo e Carmelo Bisognano lo hanno sempre indicato come esponente del “gruppo di Gala”, appartenente alla famiglia barcellonese, poi confluito nel clan D’Amico.
Le indagini hanno evidenziato come Molino, pur non figurando formalmente, esercitasse un ruolo chiave all’interno della società, operando come socio occulto e contribuendo, in accordo con l’amministratore, Giorgio Gringeri, alla gestione e al consolidamento dell’attività imprenditoriale («Molino rappresenta l’esponente mafioso occulto - scrivono i giudici -, che in completo accordo e comunanza di interessi con Gringeri, attraverso la creazione della GR Costruzioni, impresa da ritenersi di proprietà mafiosa, ha contribuito al consolidamento economico di detta società»).
«Le innumerevoli cointeressenze tra il Molino ed il Gringeri hanno trovato ulteriore conferma - scrivono i giudici nel provvedimento -, anche alla luce del ritrovamento, presso gli uffici della Gramey srl (un’altra ditta, n.d.r.) nella materiale disponibilità di Molino Domenico Giuseppe, di documenti da cui si evincono, sino ad epoca assai recente, interessi comuni, di carattere economico ed imprenditoriale, tra il medesimo Molino, alcune società italiane operanti in Romania, Gringeri Giorgio, e l’ex sindaco del Comune di Milazzo, Lorenzo Italiano».
Ma c’è di più. Gli investigatori della Dia, anche con l’attività di ascolto dei telefoni e delle conversazioni tra Molino e Gringeri, e una serie di acquisizioni di atti in alcuni studi di commercialisti, hanno scoperto dell’altro, che ha del clamoroso. Ovvero di alcuni «... contratti di subappalto stipulati dall’impresa GR Costruzioni srl (subappaltante) - scrivono i giudici nel decreto di sequestro -, con la società Icm Spa (ex Giuseppe Maltauro Spa - appaltatore), in ordine ai lavori commissionati a quest’ultima dal “Department of the Navy Naval Facilities Engineering Command Atlantic - Norfolk Virginia USA” (committente) presso la base Nato di Sigonella per la progettazione e costruzione di n. 2 hangars ad uso militare per il ricovero e la manutenzione di aeromobili e relative opere esterne». Tre contratti tra il 2017 e il 2018: il primo da un milione di euro, il secondo da 979mila euro, e il terzo con atto aggiuntivo da 656mila euro.