19 Aprile 2026 Senza categoria

Caro gasolio, i pescatori rilanciano la protesta: «Possibile blocco dello Stretto per il Primo Maggio»

La mobilitazione del settore pesca non si ferma, anzi cambia strategia. Anche se il fermo ufficiale è stato sospeso per la scadenza dei termini, i pescherecci continueranno a restare nei porti. A comunicarlo è la Federazione armatori siciliani (Fas), attraverso il presidente Alfio Fabio Micalizzi, che chiarisce: non si tratta di una resa, ma di una nuova fase della protesta per un comparto ormai vicino al collasso economico e sociale. In coordinamento con l’Associazione pescatori marittimi professionali, è stata convocata per lunedì 20 aprile un’assemblea decisiva. L’obiettivo è definire le prossime azioni di lotta e inviare richieste formali ai ministeri competenti e alla Presidenza del Consiglio. «Servono risposte concrete e immediate – sottolinea Micalizzi – non è più tempo di interlocuzioni informali». Al centro della crisi resta il costo del carburante. Secondo i pescatori, il prezzo del gasolio dovrebbe essere calmierato tra i 40 e i 50 centesimi al litro, con un massimo tollerabile tra 60 e 70 centesimi per il prodotto defiscalizzato. «Oggi paghiamo oltre 1,20 euro, con picchi fino a 1,40: una situazione insostenibile che sta mettendo in ginocchio le imprese», denuncia Micalizzi. La richiesta al Governo è chiara: passare dalle promesse ai fatti. «Bisogna scegliere se stare dalla parte di chi lavora e produce o di un sistema che rischia di far chiudere centinaia di aziende», aggiunge il presidente della Fas, avvertendo che senza interventi immediati la protesta potrebbe estendersi a livello nazionale. Tra le iniziative allo studio c’è anche una misura clamorosa: il blocco dello Stretto di Messina il prossimo 1° maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori. Una prospettiva che segnerebbe un’escalation significativa della vertenza.