Santa Lucia del Mela e la confisca dei beni a Mazzagatti: tutto annullato
I giudici della prima sezione della Corte di Cassazione hanno annullato, con rinvio, il decreto impugnato nel procedimento, per la confisca dei beni che vede coinvolto Pietro Nicola Mazzagatti, disponendo un nuovo giudizio dinanzi alla Corte d’Appello di Messina. La decisione, adottata il 16 aprile scorso dalla prima Sezione della Cassazione, chiude il ricorso iscritto al numero 42809 del 2025, in terzo in ordine di presentazione e riapre il caso per una nuova valutazione nel merito che dovrà essere fissata dalla Corte d’Appello di Messina, con la difesa rappresentata dagli avvocati Franco Coppi e Sebastiano Campanella. L’impugnazione che ha portato all’annullamento con rinvio riguarda il decreto emesso dalla Corte d’Appello di Messina-Sezione misure di prevenzione, che aveva confermato la confisca di un vasto patrimonio tra società commerciali, immobili, terreni, veicoli e rapporti finanziari.
Secondo i difensori, il provvedimento sarebbe stato affetto da violazione di legge e motivazione solo apparente, poiché i giudici del rinvio non avrebbero rispettato le indicazioni già fornite dalla V Sezione penale della Corte di Cassazione, che in precedenza aveva annullato i decreti di confisca. Al centro del ricorso vi è la questione della pericolosità sociale di Mazzagatti, che – secondo una precedente decisione della Corte d’Appello di Reggio Calabria – risultava cessata già dal 2009. Sempre i difensori hanno contestato anche l’assenza di prove concrete circa un collegamento tra il patrimonio accumulato dalla famiglia Mazzagatti e le attività illecite o mafiose: Mazzagatti, evidenziano i difensori, «non è mai stato condannato per associazione mafiosa».