21 Aprile 2026 Giudiziaria

Revocato l’obbligo di firma per Aveni

Si alleggerisce ulteriormente la posizione dell’imprenditore barcellonese Giovanni Aveni nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo diretta da Maurizio de Lucia su mafia, appalti e sanità, che vede coinvolti tra gli altri indagati l’ex dg del Policlinico di Messina Salvatore Iacolino e il mafioso favarese Carmelo Vetro. L’ultima notizia in ordine di tempo che riguarda Aveni è la decisione dei giudici del Riesame di Palermo, che ieri hanno accolto un altro ricorso presentato dai suoi legali, gli avvocati Pinuccio Calabrò e Giovanni Cicala, e hanno revocato a suo carico l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

In precedenza i giudici del Riesame avevano annullato il decreto di sequestro probatorio del pm limitatamente alla somma di 20mila euro, disponendone la restituzione, confermando nel resto il provvedimento. Nell’ambito dell’inchiesta palermitana, dopo l’interrogatorio il gip aveva deciso per Aveni le misure cautelari contestuali dell’obbligo di firma e dell’interdizione all’attività imprenditoriale per un anno nel settori dell’edilizia anche portuale e dei rifiuti, rigettando l’ipotesi della detenzione in carcere come aveva richiesto la Procura. Il gip aveva anche escluso a carico dell’imprenditore barcellonese la sussistenza del concorso esterno all’associazione mafiosa. «Con riferimento ad Aveni - aveva scritto il gip -, nella valutazione del grado di rilevanza delle esigenze cautelari non può non tenersi conto del comportamento processuale parzialmente collaborativo tenuto in sede di interrogatorio (ha ammesso di aver pagato una “mazzetta”, n.d.r.) e del fatto che lo stesso risulta avere ceduto le quote sociali della “Aveni srl” di cui era titolare e ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di amministratore della predetta società».