Hyerace (Pd) «Altro che pluralismo. È un trucco»
Anche il Partito democratico prende posizione sulla vicenda e lo fa, in modo netto, con il suo segretario provinciale, Armando Hyerace, secondo il quale «scorciatoie e trucchetti atti ad aggirare una regola non sono un segno di forza, ma magheggi per ingannare la democrazia. Trasformare la campagna elettorale da confronto leale tra proposte in una competizione di espedienti, utile solo a moltiplicare artificiosamente liste e consenso apparente, è la vera cifra politica di De Luca e dei suoi candidati-immagine».
Hyerace non ha dubbi: «Un partito che è già all’Ars, quindi esentato dalla raccolta firme, decide di presentarsi con quindici liste. Non è partecipazione, non è pluralismo, è un trucco. Un trucco per aggirare, poi vedremo anche sul piano della legittimità, una regola semplice: un partito, una lista. Regola che vale per tutti. Anche per il Pd, che se vuole un’altra lista le firme se le va a prendere, una per una. Qui invece si fa finta di essere quindici cose diverse quando si è una sola. Si gonfia artificialmente il consenso. Si costruisce una rappresentazione falsata. La raccolta firme per le civiche esiste per una ragione precisa: misurare se dietro c’è davvero qualcuno. Se salti quel passaggio, non stai allargando la democrazia: la stai piegando. E allora diciamolo chiaramente: quindici liste non sono un segno di forza. Sono il segno – conclude il segretario Dem – che senza questo meccanismo non si fidano nemmeno loro del consenso che, nonostante i metodi adottati, è tutt’altro che certo, come invece con spocchia si vorrebbe mostrare».