Rimborsi gonfiati, fissata al 21 maggio l’udienza per l’ex rettore Cuzzocrea e altri tre indagati
L’inchiesta sul “caso rimborsi” all’Università che ha travolto l’ex rettore Salvatore Cuzzocrea è al punto di svolta. Dopo la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio, la telenovela della misura interdittiva divenuta definitiva dopo il passaggio in Cassazione ma non notificata per un paio di giorni per la trasferta portoghese del docente messinese, adesso è arrivato il tempo dell’apertura dell’udienza preliminare. Che è stata fissata per il prossimo 21 maggio e sarà gestita dalla gup Alessandra Di Fresco. La pm designata è Roberta La Speme.
La Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato ha da tempo messo a fuoco le ipotesi di reato che coinvolgono il docente e gli altri tre indagati dell’inchiesta: Leonarda Urzì, segretaria amministrativa del dipartimento di ChiBioFarAm fino al 2022; Antonino Santino Zagami, segretario amministrativo dal 2022 e il 2023; e infine il prof. Sebastiano Campagna, direttore del dipartimento dal 2019 al 2023. I difensori dei quattro indagati sono gli avvocati Giorgio Perroni ed Elena Florio per Cuzzocrea, Lillo Cammaroto per Zagami, Alberto Gullino per Campagna.
Il quadro delle contestazioni accusatorie messe a punto a suo tempo dalla procuratrice aggiunta Rosa Raffa e dalla pm Roberta La Speme, che hanno sviluppato le indagini della Guardia di finanza, è definito su più punti. A Cuzzocrea e agli altri tre viene contestato come prima cosa il peculato in concorso per i rimborsi dei progetti di ricerca sul duplice profilo: all’ex rettore come “richiedente”, agli altri tre come “mancati controllori”, per un totale di un milione e 610mila euro «a titolo di rimborso per spese non sostenute».
I progetti di ricerca contestati che ha messo in fila la Procura nella prima contestazione sono 18. La seconda contestazione, formulata sempre a tutti e quattro gli indagati, è quella in concorso di falso del pubblico ufficiale in atto pubblico, l’ex rettore come “privato istigatore” e gli altri tre come pubblici ufficiali.