11 Maggio 2026 Giudiziaria

LA SENTENZA: TORRENTI INQUINATI DALLE FOGNE, IL PROCESSO SI CONCLUDE CON TRE ASSOLUZIONI. REPICI: “L’AZIONE PENALE ESERCITATA PERCHE’ C’ERA IL SINDACO ACCORINTI?”

di Enrico Di Giacomo - A distanza di tre anni dall'inizio del dibattimento, si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo contro l'ex sindaco Renato Accorinti, l'ex dirigente comunale Antonio Amato e l'ex presidente dell'Amam Leonardo Termini, accusati di inquinamento ambientale.

Hanno difeso gli avvocati Carmelo Picciotto, Giovanna Saja, Fabio Repici, Alessandra De Luca e Felice Di Bartolo.

L'AVV. REPICI: PRIMA DI ACCORINTI C'ERA IL MARE DELLA COSTA SMERALDA?

Da sottolineare, durante l'udienza di questo pomeriggio, la breve ma appassionata difesa dell'avvocato Fabio Repici: "Non si sarebbe dovuto fare neanche il processo, lo dice la relazione...", ha sostenuto il legale durante l'arringa. "C'è una questione che non so se definire giuridica o morale. Se la situazione era incancrenita dagli anni sessanta e settanta, com'è che un giorno ci si sveglia e si esercita l'azione penale? Perché ci sono il sindaco Accorinti e il presidente Termini? Prima dell'elezione del sindaco Accorinti c'era il mare della costa Smeralda alla foce dei torrenti? Ovvio che no! C'erano stati diversi sindaci e commissari e l'azione penale si esercita appena arriva un sindaco fuori dai giochi che nomina un nuovo presidente dell'Amam. Come si fa a sostenere che l'ex presidente Termini, con la sua condotta omissiva, abbia "cagionato un deterioramento significativo e misurabile"? Come facciamo a dire che prima la situazione fosse migliore e fosse peggiorata con una condotta omissiva della gestione Termini? E' proprio l'esatto contrario. Risulta chiaro anche dalla relazione della dottoressa Faraci. Termini ha fatto quello che ha potuto fino all'aprile del 2018, quando è andato via. Oggi la situazione è addirittura peggiorata". E poi l'affondo finale: "Il sindaco Accorinti è stato eletto in una situazione disastrosa della città, ma siccome era entrato con le mani pulite ed era uscito con le mani pulite, la stessa cosa vale per Termini, bisognava trovare per forza qualcosa. Che cosa? Il disastro ambientale. Naturalmente portato, assieme alla cavallette, nel giugno del 2013 quando fu eletto il sindaco dalle mani pulite (il contratto di servizio viene stipulato ad agosto 2016, la polizia giudiziaria fa i verbali di prelievo e campionamento venti giorni dopo... in venti giorni le foci dei torrenti dovevano essere rese immacolate?). Arriva quel sindaco, nomina un presidente, non fanno il miracolo, a questo signor giudice non sono riusciti... ed è per questo che chiedo l'assoluzione".

L'UDIENZA PRELIMINARE NEL 2022

Nel settembre del 2022 si era celebrata davanti al gup Ornella Pastore l'udienza preliminare per quattro indagati 'eccellenti' (oltre agli odierni imputati risultava indagato anche l’ex direttore generale dell’Amam Luigi La Rosa, che venne poi prosciolto con formula piena) che vennero raggiunti da un’informazione di garanzia con l’accusa di inquinamento ambientale firmati dall'allora procuratore (reggeva l'interim) Barbaro.

Il Gup Pastore aveva quindi rinviato a giudizio soltanto Accorinti, Amato e Termini. Il processo era iniziato nel luglio del 2023 davanti al giudice monocratico Alfio Impellizzeri. Il pm Giovannella Scaminaci aveva invece chiesto il rinvio a giudizio di tutti e quattro gli imputati.

L'INCHIESTA

A dicembre del 2016 il pool interforze composto da uomini dei carabinieri, della guardia forestale e della guardia costiera sequestrò nove punti in cui le condotte fognarie scaricavano in mare liquami considerati “altamente inquinanti”. Si trattava delle foci di nove torrenti più il quadro dei comandi del depuratore di Mili. L’indagine venne coordinata inizialmente dal procuratore Vincenzo Barbaro, che dopo l’addio di Guido Lo Forte reggeva l’interim della procura peloritana, poi dall'aggiunto Scaminaci.

Dopo il sequestro dei punti di scarico, vennero dunque notificati gli avvisi di garanzia al sindaco Accorinti, al dirigente comunale Antonio Amato, a Leonardo Termini e a Luigi La Rosa, rispettivamente presidente ed ex direttore generale di Anam, la società partecipata messinese che gestisce il servizio idrico: tutti accusati a vario titolo di diversi reati di natura ambientale.

Una contestazione che – nel caso del sindaco della città – apparve più che altro come atto dovuto, ma che a Messina fece comunque rumore: prima di essere eletto primo cittadino, infatti, Accorinti aveva lanciato numerose battaglie in difesa dell’ambiente. Ed è anche per questo motivo che il sindaco peloritano ci tenne ad essere ascoltato dai magistrati. “Chiederò subito di essere interrogato dai magistrati: capisco che l’avviso di garanzia sia un atto dovuto, ma se a io finisco indagato qualche altro sindaco dovrebbe essere torturato”, disse all'epoca al fattoquotidiano.it Accorinti, che in attesa di essere convocato in procura diffuse una dettaglia nota per difendersi da eventuali addebiti.

“Appena insediata, pur in assenza di risorse specifiche, l’amministrazione ha avviato interventi di pulizia, diserbo, bonifiche e sagomatura dei torrenti – spiegava il sindaco – La città di Messina ha destinato oltre il 30% delle risorse del Masterplan (32,3 milioni di euro su 105) per interventi di tutela dell’ambiente, protezione del rischio idrogeologico e interventi sulle infrastrutture strategiche (acquedotto), di cui 1 milione espressamente dedicato a interventi di adeguamento e controllo degli scarichi fognari su nove impianti del canale collettore Cassina nel tratto Guardia-Mili”.

“In merito ai depuratori – si legge sempre nella nota diffusa dal primo cittadino – l’amministrazione ha compiuto tutto ciò che era nelle sue competenze per la realizzazione degli interventi finanziati (40 milioni) sul depuratore di Tono; la Regione non ha però emesso i decreti di finanziamento. L’opera è adesso commissariata dal Governo che ha nominato come commissario l’assessora Contraffatto, l’iter dopo il commissariamento è finalmente ripartito. Per il depuratore di Mili sono state acquistate le coperture per le vasche degli ispessitori e della vasca di sollevamento iniziale per eliminare i cattivi odori a Mili, le coperture sono già preso il depuratore e la loro istallazione è prevista per il mese di gennaio 2017”.