19 Maggio 2026 Giudiziaria

Processo “Gerarchia” sul clan di Mangialupi, il pm chiede condanne pesanti

A marzo avevano chiesto tutti e ventitré il giudizio abbreviato per avere lo “sconto” di un terzo della pena. E ieri mattina al processo “Gerarchia” sul clan di Mangialupi, al secondo step dell’udienza preliminare davanti al gup Nunzio De Salvo, è stata la sostituta della Distrettuale antimafia Antonella Fradà a chiedere 23 condanne, tutte molto pesanti.

Ecco il dettaglio delle richieste formulate dalla pm: Teresa Acesti, 12 anni; Giuseppe Astuto, 12 anni e 6 mesi; Domenico Coppolino, 12 anni; Settimo Corritore, 3 anni e 6 mesi; Nunzio Di Pietro, 18 anni; Santino Di Pietro, 20 anni; Giuseppe Fisichella, 15 anni; Antonino Guerrini, 7 anni e 28mila euro di multa; Giuseppe Lo Cascio, 7 anni e 28mila euro di multa; Natale Lo Duca, 20 anni; Salvatore Maiorana, 17 anni e 3 mesi; Giacomo Mamone, 9 anni e 30mila euro di multa; Salvatore Minniti, 15 anni; Davide Parisi, 15 anni; Giorgio Raffaele Raco, 16 anni e 3 mesi; Rocco Raco, 16 annni e 3 mesi; Filippo Raso, 16 anni e 6 mesi; Alessio Romeo, 12 anni; Michele Sorrenti, 6 anni e 26mila euro; Carmela Turiano, 12 anni; Gaetana Turiano, 20 anni; Domenico Parisi, 10 anni; Massimo Famà D’Assisi, 12 anni.

È il blitz della Squadra Mobile e della Sisco coordinato dalla Dda dell’estate scorsa, che in pratica ha aggiornato gli affari del gruppo di Mangialupi, storicamente una vera e propria “centrale” dello spaccio di qualsiasi tipo di droga. Un blitz che nel luglio scorso aveva portato a 14 arresti, 13 in carcere e uno ai domiciliari, sulla scorta dell’ordinanza di custodia della gip Arianna Raffa. Associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi sono i reati contestati a vario titolo. Non c’era infatti solo droga al centro dell’indagine, ma anche la detenzione di un vero e proprio arsenale. Ed era un gruppo, quello creato dalle “ceneri” della vecchia conformazione criminale di Mangialupi, che mirava a espandersi anche in altre zone come Santa Lucia sopra Contesse, il villaggio Cep, Camaro San Luigi e Camaro San Paolo. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati pistole, fucili e munizioni.

Parecchi i difensori impegnati, gli avvocati Tino Celi, Salvatore Silvestro, Antonello Scordo, Giuseppe Bonavita, Antonio Aliano, Anna Retto, Giuseppe Donato, Pietro Luccisano, Marina Mandaglio, Gianfranco Giunta, Rosario Milicia, Giacomo Iaria, Daniela Raco e Gianmarco Silvestro.