10 Giugno 2026 Giudiziaria

Inchiesta Ponte sullo Stretto. L’intercettazione: «I miei amici del Governo, a partire da Salvini…»

L’inchiesta sarebbe nata dalla denuncia di alcuni dei giudici contabili “avvicinati” dai tre indagati. E in un’intercettazione, l’ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele, mentre parla con l’imprenditore Virgiglio, spiega che «i miei amici del Governo, a cominciare da Salvini, si sarebbero aspettati una presa di distanza». Ed è per questo che lo stesso dice di aver evitato di partecipare a una manifestazione, «per non trovarsi in difficoltà davanti alle domande dei giornalisti sulla decisione dei giudici contabili di stoppare il progetto del Ponte». La conversazione è riportata nel decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Roma.

Miele precisa di «non essere assolutamente allineato a questi deficienti dei miei colleghi», cioè i giudici contabili che nell’ottobre dello scorso anno hanno negato la registrazione della delibera Cipess. L’ex presidente aggiunto confessa di non poter esprimere il proprio pensiero in pubblico «senza creare crisi istituzionali», alla luce di un clima di tensione che avrebbe caratterizzato anche la seduta della Camera di Consiglio, dove sarebbe emersa – come racconta l’imprenditore calabrese al componente del Cda della “Stretto” Saccomanno –. «una spaccatura interna pazzesca… e lui se n’è andato per non votare...», con evidente riferimento allo stesso Miele, il quale sarebbe in rapporti talmente stretti con l’imprenditore che gli avrebbe chiesto anche di segnalargli «architetti di sua fiducia al fine di verificare la possibilità di preventivi di importo meno elevato per lavori di progettazione e ristrutturazione delle abitazioni dei figli». Miele, che stava per andare in pensione, si sarebbe preoccupato per il proprio futuro, chiedendo a Saccomanno – per interposta persona, al Governo – di poter «rivestire cariche apicali in organismi di diritto pubblico». Di suo gradimento sarebbe stata la presidenza dell’Antitrust o di una società pubblica partecipata: «Quando andrò in pensione ora l’anno nuovo, io dovrei fare il presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto… ho l’imbarazzo della scelta e ti dico la verità… se gli arriva un bell’endorsement… certo che va bene».