FOTO – IL ‘CASO SPADAFORA’, STAMANE GLI INTERROGATORI DEL SINDACO LILLO PISTONE E DEI FRATELLI BONAFFINI. “PALESE INSUSSISTENZA DEGLI ADDEBITI”
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di Enrico Di Giacomo - Hanno protestato la 'palese insussistenza degli addebiti, offrendo ricostruzioni lineari e perfettamente sovrapponibili tra loro". E' soddisfatto di come sono andati gli interrogatori davanti al gip Salvatore Pugliese l'avvocato Salvatore Silvestro, alla presenza dei pm Pietro Vinci e Francesco Massara.
«Non mi ha mai in nessuna epoca, ovvero prima, durante e dopo le elezioni, chiesto nulla e io non ho mai chiesto voti», ha esordito così Letterio Pistone (foto Edg), 70 anni, sindaco di Spadafora, sospeso dalla Prefettura di Messina, dopo l'arresto ai domiciliari con l'accusa di scambio elettorale politico-mafioso con i fratelli Angelo e Benedetto Bonaffini.
Entrato alle 12.45, è uscito dall'aula H del Tribunale di Messina, dopo quasi tre ore.
Prima di lui sono stati sentiti i due fratelli Bonaffini, Angelo, 75 anni, e Benedetto, 71 anni, e anche loro hanno rigettato le accuse. Durante l'interrogatorio Pistone ha anche dato la sua versione di alcune intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare. Niente più che qualche caffè assieme, questa è stata la versione del primo cittadino di Spadafora, che in nessun caso avrebbe agito favorendo i Bonaffini. Il legale ha intenzione di presentare ricorso per i suoi assistiti al Tribunale del Riesame.
Oltre a Bonaffini e i fratelli Bonaffini, sono indagati a piede libero Giuseppa Squadrito e Salvatore Fagnani. Quattro i capi d’imputazione, tutti contestati al sindaco sospeso, due in concorso con i Bonaffini, uno con Squadrito, uno con Fagnani. Le ipotesi di reato, a vario titolo, «scambio elettorale politico-mafioso», «corruzione elettorale aggravata», «corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio» e «falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici».
L’indagine è stata avviata a seguito di una denuncia presentata ad aprile 2024 in merito alle elezioni comunali di Spadafora dell’8 e 9 giugno 2024, in cui Pistone fu eletto sindaco.
L'indagine dei carabinieri
Secondo l'accusa, il sindaco avrebbe ottenuto sostegno elettorale dai due fratelli che avrebbero procurato voti facendo leva sulla loro influenza e sulla percezione della loro vicinanza alla criminalità organizzata. L'indagine avrebbe consentito di ipotizzare che, dopo l'elezione, il primo cittadino abbia adottato "una serie di atti amministrativi in favore dei due indagati, tra cui assegnazioni di parcheggi pubblici su aree pertinenziali di immobili privati, sgravi e agevolazioni fiscali relativi all'Imu, procedure agevolate per acquisire documentazione utile alla definizione di pratiche amministrative e cambi di destinazione d'uso di immobili"
Nell’ambito dell'inchiesta, emerge inoltre una seconda ipotesi accusatoria che coinvolge il primo cittadino e un’insegnante cinquantenne. Secondo la Procura, durante la campagna elettorale la donna avrebbe operato all’interno di una sezione elettorale fornendo informazioni in tempo reale sull’andamento delle operazioni di voto e modificando, in alcuni casi, schede nulle o contestabili. In cambio avrebbe ottenuto l’assegnazione di un incarico di collaborazione volontaria presso il Comune e l’ammissione di un familiare al servizio civile retribuito presso la Pro Loco di Spadafora.