Processo Stagno D’Alcontres, il processo entra nel vivo: Oggi nuova udienza. Il dibattimento riprenderà il 10 settembre
Di Enrico Di Giacomo - Il processo è finalmente entrato nel vivo. Dopo le prime udienze dedicate alle questioni preliminari, davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Messina presieduta dal giudice Maria Eugenia Grimaldi, con i giudici a latere Antonella Crisafulli e Umberto Santoro, sono stati ascoltati altri due testimoni dell'accusa nel procedimento che vede imputato l'ex direttore dell'Unità operativa complessa di Chirurgia plastica del Policlinico "G. Martino", Francesco Stagno D'Alcontres.
In un'aula praticamente deserta erano presenti lo stesso Francesco Stagno D'Alcontres, che ha seguito con attenzione l'intero esame dei testimoni, e il suo difensore, l'avvocato Salvatore Silvestro.
Il medico, tornato in libertà lo scorso 25 giugno dopo quasi sette mesi agli arresti domiciliari in seguito alla revoca della misura cautelare da parte del Tribunale del Riesame, è chiamato a rispondere, a vario titolo, delle accuse di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. Contestazioni che respinge e sulle quali è ora il dibattimento a dover fare piena luce.
Il pubblico ministero Giorgia Spiri ha esaminato la 41enne Angela Di Martino, dipendente di Servizi Italia Spa, la società incaricata della gestione dei dispositivi medici e dei servizi di sterilizzazione. La testimone ha raccontato di avere intrattenuto per anni rapporti professionali con il professor Stagno D'Alcontres, così come con tutti gli altri primari. Nel corso dell'esame, Angela Di Martino ha spiegato anche il funzionamento del sistema di sterilizzazione adottato. Secondo quanto riferito in aula, il servizio era regolato con una formula forfettaria: il corrispettivo non era calcolato sul singolo ferro chirurgico sterilizzato, ma attraverso un importo stabilito, consentendo quindi di trattare un numero maggiore di strumenti senza un incremento diretto del costo per ogni singola sterilizzazione.
Tra i filoni originari dell'inchiesta che coinvolge Francesco Stagno D'Alcontres c'è infatti quello relativo alla gestione della sterilizzazione dei ferri chirurgici, un'attività essenziale per il funzionamento delle sale operatorie e affidata, attraverso un appalto, a una società esterna specializzata.
Il momento centrale dell'udienza è stato rappresentato dalla deposizione del maresciallo dei carabinieri Massimiliano Putignano, militare della Sezione di polizia giudiziaria della Procura di Messina che ha redatto l'informativa finale confluita nel fascicolo processuale.
Davanti ai giudici, Putignano ha ripercorso la genesi dell'indagine e i successivi sviluppi investigativi, illustrando le attività svolte dagli investigatori. Dalla decisione di installare le microspie all'ampliamento del numero delle persone da monitorare, fino alla ricostruzione dei singoli episodi confluiti nei capi d'imputazione, il maresciallo ha ricostruito il percorso investigativo seguito nel corso delle indagini.
L'esame del teste non si è concluso nel corso dell'udienza e proseguirà il prossimo 10 settembre, quando il pubblico ministero Giorgia Spiri continuerà l'escussione del teste.
L'indagine, coordinata dalla Procura di Messina, è suddivisa in due macrofiloni: il primo riguarda le presunte condotte corruttive e la gestione dell'attività sanitaria tra Policlinico e strutture private; il secondo riguarda, invece, presunte irregolarità legate all'attività libero-professionale extramoenia, per le quali, nei confronti di numerosi professionisti, viene contestato principalmente il reato di falso.