Maurizio Battista al Giardino Corallo, questa sera divertimento e applausi
Di Alessia Di Fiore – Umorismo, semplicità e una straripante voglia di leggerezza. Si può riassumere così la serata vissuta al Giardino Corallo, dove Maurizio Battista è salito sul palco davanti a una platea gremita, regalando al pubblico messinese una boccata d’aria fresca e tante risate nate spontaneamente dalle pieghe della vita di tutti i giorni. Il comico romano ha portato in scena il suo show “Uno nessuno e centomila”, dimostrando fin dai primi minuti come la chiave del suo successo risieda proprio nella capacità di annullare le distanze con gli spettatori. Non uno spettacolo distante, ma un vero e proprio dialogo, un’ora e mezza di condivisione in cui si è riso delle piccole grandi disgrazie quotidiane e di quei tic sociali che ci accomunano un po’ tutti.
Battista, fedele al suo tormentone “Te ne sei accorto te?”, ha evitato con cura i massimi sistemi e la politica preferendo scavare nella realtà più autentica. Durante la serata l’artista ha dimostrato di aver studiato approfonditamente Messina e le sue peculiarità. Non sono mancati i passaggi esilaranti sulla densità e la superficie della città, ma soprattutto l’immancabile e accesissimo dibattito culinario locale, con il comico che ha ironizzato divertito sul dilemma che attanaglia chiunque sbarchi sullo Stretto: “Ma si chiama arancino o arancina?”. Un gancio perfetto che ha immediatamente conquistato la platea. Il titolo dello spettacolo, pur strizzando l’occhio a Pirandello, ha rivelato sul palco un’accezione tutta contemporanea. Attraverso una carrellata di sketch e battute fulminee, Battista ha messo alla berlina una società in cui nessuno sembra più voler essere se stesso, dove l’insoddisfazione regna sovrana e si preferisce rincorrere l’apparenza piuttosto che l’autenticità.
Ed è proprio l’autenticità la vera forza di questo showman con oltre trent’anni di carriera alle spalle, che sul palco del Giardino Corallo ha rievocato la grande scuola della comicità romana. Battista diverte perché è credibile: quando parla di dinamiche familiari, di matrimoni e separazioni, il pubblico si rivede in lui. Non c’è volgarità, non c’è la volontà di offendere, ma solo il talento e la grande disciplina di chi sa che toccare le corde della quotidianità è in realtà la sfida più difficile di tutte.