17 Luglio 2026 Cronaca di Messina e Provincia

La morte di Argentino in carcere, il Quirinale scrive alla famiglia: “Una sconfitta dello Stato”

Il consigliere per gli Affari dell’amministrazione della giustizia della Presidenza della Repubblica ha scritto ai familiari di Stefano Argentino, il 27enne di Noto trovato morto il 6 agosto dello scorso anno nel carcere di Gazzi, a Messina, dove era detenuto con l’accusa dell’omicidio della studentessa Sara Campanella. La lettera è giunta in risposta all’appello rivolto dalla famiglia al presidente della Repubblica per chiedere chiarezza sulla morte del giovane. Nel testo si legge che «il carcere non può essere un luogo di marginalizzazione dei più fragili, nel quale si perde ogni speranza. La morte di suo figlio rappresenta, purtroppo, una grave sconfitta dello Stato».

I familiari di Argentino, assistiti dagli avvocati Stefano Andolina, Salvatore Catalfo e Giuseppe Cultrera, hanno accolto con favore la comunicazione del Quirinale, ritenendo che le parole della Presidenza «restituiscono dignità alla memoria di Stefano» e confermino la necessità di fare piena luce sulla vicenda. Per la famiglia, il riconoscimento della morte del giovane come «grave sconfitta dello Stato» rafforza il percorso di ricerca della verità. Sulle circostanze del decesso sono in corso accertamenti dell’autorità giudiziaria, avviati anche alla luce delle perplessità espresse dai familiari sia sulla ricostruzione della morte in carcere sia sugli eventi che hanno preceduto il decesso. La famiglia chiede che le indagini proseguano «con il massimo rigore e senza indugio», affinché vengano accertate eventuali responsabilità e chiariti tutti gli aspetti della vicenda.