20 Agosto 2026 Politica e Sindacato

«Nessuna condotta antisindacale». Il giudice “assolve” ancora il Comune

«Nessuna condotta antisindacale da parte del Comune di Messina». È di nuovo il giudice del lavoro a pronunciarsi, e lo fa di nuovo bocciando un ricorso presentato da un'organizzazione sindacale. Qualche settimana fa era accaduto con le azioni giudiziarie avviate dal Csa e dalla Cisl sulla questione delle progressioni economiche dei dipendenti, il caso che aveva portato persino alla proclamazione di uno sciopero. Stavolta il giudice si pronuncia sul ricorso che la Fp Cgil aveva presentato a fine giugno contro la decisione del Comune di escludere il sindacato – ampiamente rappresentativo dentro palazzo Zanca – dal tavolo delle trattative per la contrattazione decentrata. Il 23 febbraio, infatti, era stato sottoscritto il rinnovo del contratto nazionale relativo al personale del comparto Funzioni locali fra Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), da una parte, e Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Ral e rispettive confederazioni, dall’altra, senza il consenso della Fp Cgil. Da qui la decisione di escludere quest'ultima, perché non firmataria.

Il giudice, però, nel decreto emesso due giorni fa, conferma che «possono essere ammessi alla contrattazione integrativa ed agli altri istituti partecipativi solo le organizzazioni sindacali firmatarie del medesimo contratto nazionale», aggiungendo che «appare opportuno evidenziare che anche la Fp Cgil, che non è firmataria del contratto nazionale, è stata destinataria della convocazione sindacale ai fini del confronto, anche se in sede separata, attraverso la quale il Comune ha garantito il coinvolgimento dell’organizzazione». Da qui il pronunciamento: nessuna condotta antisindacale.

«Accolgo con soddisfazione la decisione del giudice – commenta la segretaria generale del Comune, Rossana Carrubba – che, ancora una volta, conferma la correttezza e la piena legittimità del mio operato confermando la linearità del percorso seguito e la correttezza delle scelte assunte nell’esercizio delle mie funzioni, sempre orientate al rispetto delle regole e delle rispettive prerogative». La stessa Carrubba, finita più volte nel mirino dei sindacati negli ultimi mesi, lancia un messaggio di “pace”: «Auspico che questa decisione, insieme alle altre pronunce che hanno riconosciuto la legittimità dell’azione posta in essere, possa contribuire a rasserenare il clima delle relazioni sindacali e a favorire un confronto sereno, costruttivo e rispettoso dei ruoli. Il confronto sindacale rappresenta un elemento importante per il buon funzionamento dell’Ente e deve potersi sviluppare in un quadro di reciproco rispetto, nel quale il dialogo e la tutela delle prerogative sindacali procedano sempre insieme al rispetto delle regole».