16 Settembre 2026 Senza categoria

Messina si ferma per l’ultimo saluto alle vittime della tragedia di Pistunina

Il silenzio di una città intera ha accompagnato oggi l’ultimo saluto alle vittime del crollo di Pistunina. La Cattedrale di Messina si è riempita di familiari, amici, autorità e cittadini per i funerali di Carmelo Leone, Rosa Leone, Sara Leone e Santino Magazzù, morti nel crollo della palazzina di via La Pira, avvenuto il 30 luglio scorso.

Una mattina di dolore e raccoglimento, segnata dal lutto cittadino proclamato dal sindaco Federico Basile. In concomitanza con l’inizio delle esequie è stato osservato un minuto di silenzio negli uffici pubblici e nelle attività produttive e commerciali, mentre le bandiere di Palazzo Zanca e degli edifici comunali sono state esposte a mezz’asta.

Alla cerimonia ha partecipato anche il Gonfalone della Città di Messina listato a lutto. A stringersi attorno alle famiglie sono stati anche gli storici dipendenti della ditta Leone, insieme agli amici e ai rappresentanti delle istituzioni. Presenti il sindaco Basile, la Giunta, la prefetta Cosima Di Stani e le altre autorità cittadine, oltre al sindaco di Monforte San Giorgio, comune nel quale le quattro vittime saranno tumulate nel monumento di famiglia. Le esequie sono state presiedute dal vicario generale dell’Arcidiocesi di Messina, fra Francesco Chillari, affiancato dal parroco di Pistunina, padre Giovanni Pelleriti.

La comunità parrocchiale si è raccolta attorno alle famiglie in una Cattedrale attraversata dal silenzio e dalla commozione. Nell’omelia, padre Francesco Chillari ha scelto di non cercare spiegazioni davanti a una tragedia che ha lasciato una ferita ancora aperta. Ha parlato del dolore, della rabbia, delle lacrime e delle domande che inevitabilmente accompagnano chi perde una persona cara in circostanze così drammatiche. «Ci sono dolori davanti ai quali anche il linguaggio della fede deve farsi più umile», ha detto il vicario generale, sottolineando come anche la rabbia e il dubbio possano trovare spazio davanti a Dio.

Il sacerdote ha richiamato quindi le parole della Sapienza: «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio», trasformandole nel filo conduttore della celebrazione. Un messaggio rivolto soprattutto ai familiari, chiamati ad affrontare un’assenza che nessuna parola può colmare. Nel corso dell’omelia è stato ricordato anche il valore della memoria. Le vite di Carmelo, Rosa, Sara e Santino, è stato sottolineato, continueranno a vivere nei familiari, negli amici, nelle persone che li hanno conosciuti e nelle tante esperienze condivise. Particolarmente toccante il passaggio dedicato a Lhairu Warnakulasuriya, il cittadino cingalese ancora disperso dopo il crollo. Il suo nome è stato pronunciato durante la celebrazione, insieme alla preghiera per il suo ritrovamento e per la famiglia che continua ad attendere.

La tragedia di Pistunina ha già lasciato un’altra vittima, Alessandra Frazzica, alla quale Messina aveva tributato l’ultimo saluto il 7 agosto scorso. La sua morte, così come la ricerca ancora in corso di Lhairu, rappresenta una ferita che resta aperta a settimane dal crollo. Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dall’arcivescovo di Messina-Lipari, monsignor Giovanni Accolla. Il presule, insieme agli altri vescovi siciliani riuniti a Lipari per la sessione autunnale della Conferenza episcopale siciliana, ricorderà nella preghiera le vittime e i loro familiari.