27 Settembre 2026 Giudiziaria

Ponte di Messina: lascia il direttore tecnico, ma i guai non sono finiti…

Grande è la confusione intorno al Ponte sullo Stretto di Messina. Mentre il ministro Matteo Salvini preme per portare il progetto definitivo al Cipess – il comitato di Palazzo Chigi per i grandi piani pubblici – intorno alla maxi-opera succedono cose bizzarre. Ieri la Stretto di Messina – la società che deve realizzarla – ha annunciato l’uscita del direttore tecnico Valerio Mele, destinato a rientrare in Anas (da cui era in distacco). Per smentire le voci di una fuga alla vigilia dell’ultimo passo, la società guidata da Pietro Ciucci ha chiarito che l’uscita era stata decisa da tempo.
In effetti Mele, ex responsabile Anas in Sicilia, lascia per andare a fare il direttore operativo, cioè il numero due, della società pubblica delle strade, una promozione irrinunciabile. Dovrebbe sostituirlo un altro dirigente Anas in distacco (in Sdm è pieno), Raffaele Celia, anche lui responsabile del gruppo in Sicilia. Poco cambia, se si considera che nessun grande progettista si è preso mai la responsabilità di mettere la firma sul progetto.

Stretto di Messina assicura che l’iter al Cipess partirà “nei prossimi giorni”. Sarebbe la seconda volta, dopo che a ottobre 2025 la Corte dei Conti ha bocciato la prima delibera. Ciucci&C. assicurano di aver ottemperato ai rilievi dei magistrati contabili, ma la realtà è un po’ più complessa.
Tra le richieste della Cdc c’era quella di ottenere il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici (Cslp). Parere arrivato ad agosto con 361 prescrizioni vincolanti, di cui 166 richiedono nuove analisi, studi e indagini. Il Consiglio, però, ipotizza che queste attività possano anche far parte di una fase ad hoc della progettazione esecutiva, e quindi a valle della firma del contratto con il consorzio costruttore Eurolink (capitanato da Webuild) che garantirebbe penali vicine al miliardo. “Un’ipotesi illogica e in contrasto con le norme sui lavori pubblici”, secondo un documento inviato al Cslp da un gruppo di tecnici, tra cui ingegneri progettisti di ponti come Mario De Miranda e Santi Rizzo, oltre all’ex presidente dell’Ingv Carlo Doglioni e l’economista Guido Signorino.
D’altronde tutti gli organi tecnici coinvolti non fanno altro che mettere a verbale richieste di decine di prescrizioni ma si guardano bene dal vincolarle al progetto definitivo, come sarebbe logico aspettarsi. Il risultato è che, in caso di via libera del Cipess, grazie alla progettazione “per fasi esecutive” voluta da Salvini si potrà partire con cantieri, espropri e opere a terra per miliardi senza sapere se il ponte si potrà fare come da progetto e nei costi previsti. Come un anno fa, l’ultimo ostacolo resta la Corte dei Conti.